Latorre: "Attenti, se casca uno casca anche il governo"

Il senatore ds molto vicino a D’Alema: "Si tratta di reazioni a caldo per una situazione sgradevole, ma con i diktat non andiamo da nessuna parte"

Roma - Nella giornata in cui tutti perdono le staffe Nicola Latorre, senatore dei Democratici di sinistra e uomo forte dei dalemiani a Palazzo Madama ostenta calma imperturbabile e si interpone come uno scudo umano fra i due contendenti.
Senatore Latorre, un bel pasticcio?
«Guardi, so che potrebbe apparire parodossale, in un giorno come questo, ma dal confronto è uscita esaltata la necessità di unità».
E meno male che lei vede esaltata la necessità di unità!
«Guardi che nelle stesse ore in cui si alimentava tutta la polemica, alla Camera, si votava in commissione Esteri all’unanimità».
Ma al Senato siete stati battuti...
«Sì, ma lei sa che le due mozioni, in realtà, dal punto di vista tecnico non solo non erano competitive, ma addirittura compatibili?».
Ma allora lei avrebbe votato diversamente?
«Ah, non c’è dubbio. L’errore principale è stato quello».
Il voto contrario?
«Certo! Fosse stato per me io avrei votato di corsa la mozione del centrodestra».
Avrei voluto vederla mentre lo spiegava a Rifondazione, però...
«Occorre un maggiore sforzo di sintesi, vuole scommettere che in futuro ci sarà?».
Non vorrei che lei fosse troppo ottimista. Ha visto che Rutelli spara con il bazooka?
«Io credo che siano reazioni a caldo a una situazione sgradevole per tutti».
A lei senatore non la turba nulla?
«No, guardi, io non minimizzo e non sdrammatizzo. So che c’è una differenza fra la componente radicale e quella più centrista della coalizione...».
Una collisione, direi.
«...Ma entrambi sanno che chiunque delle due anime caschi, casca anche il governo».
Su Vicenza non c’è possibilità di accordo, però.
«Guardi, io vedo che c’è chi è contrario in linea di principio, e va bene, ma anche chi è contrario a quella determinata localizzazione della base».
Buona parte della cittadinanza e del suo partito, sembra.
«Appunto, bisogna che il sindaco trovi una soluzione».
Lei quale caldeggia?
«Io non conosco il problema locale, sinceramente. Credo che sia saggio che la soluzione si trovi laggiù».
Russo Spena però dice che loro sul no alla base loro non trattano di una virgola.
«La sua posizione ha una sua identità, lo rispetto, ma bisogna trovare un accordo».
Russo Spena dice che loro trattano sull’Afghanistan, ma non su Vicenza.
«Be’, ovvio che in questo momento...».
...Che non si può scoprire la linea dalle dichiarazioni di Prodi a Bucarest.
«Pone un problema di metodo, fa bene, sarà opportuno chiarire».
Rutelli ha dato un ultimatum?
«Con i diktat non si va da nessuna parte».
Lo dice anche Russo Spena.
«Bene, benissimo. No a tutti i diktat, allora. Compresi i suoi, però».