Latorre: non so perché chiamavo Mai passato il cellulare a D’Alema

Il senatore diessino: «Sono trascorsi tanti mesi, non ricordo. Di certo non ho nulla da nascondere»

da Milano

«La smettete di chiamarmi voi giornalisti nei giorni di festa? Sono a casa, in famiglia... Tra poco devo andare al cinema».
Scusi senatore Nicola Latorre, ma abbiamo contato una decina di telefonate intercettate tra lei, parlamentare Ds, amico e già assistente di D’Alema, e Consorte nei giorni decisivi per Bnl... a luglio...
«E io che c’entro?».
È quello che ci chiediamo anche noi. Come mai chiamava Consorte?
«Sono passati tanti mesi, non lo ricordo. Certo ci sono state delle telefonate, conosco Consorte, questo mi pare inconfutabile... E poi non mi ricordavo così tante telefonate...».
Ci sono i brogliacci delle conversazioni intercettate di Consorte. Senta, ma è vero che passava il cellulare a Massimo D’Alema, al presidente del quale è stato assistente sino a un anno fa?
«No, questo lo smentisco con assoluta tranquillità. L’ho letto anch’io sui giornali ma sempre nella formula dubitativa altrimenti avrei rettificato formalmente. Io non ho mai passato il cellulare a D’Alema. È un fatto impossibile. Anzi, chi sostiene questo vuol dire che non conosce D’Alema».
Non è nel suo stile?
«Ma le pare? Posso assicurarle che da quando non sono più suo assistente, da quando sono stato eletto nel dicembre 2005, non gli ho mai passato il mio telefonino».
Be’, potrebbe capitare, a volte tra amici, ci si trova insieme...
«Le ripeto: non è lo stile del presidente. Si vede che non lo conosce».
Mai detto il contrario. Ma perché a luglio chiamava così spesso Consorte?
«Guardi, se mi indica delle date precise... Non ricordo. Posso però spiegare che non c’è nulla da nascondere. Con Consorte c’erano rapporti normali come tra un parlamentare e un importante manager del mondo cooperativo».\