Latte inquinato, i consumatori dal giudice

Non si placa l’inesorabile avanzata dell’ondata bianca che ormai da giorni, come uno tsunami al lattosio, sta travolgendo i media e stravolgendo l’opinione pubblica. Puro o contaminato da ITX? Innocente o colpevole? È il latte il grande imputato, il protagonista del giallo più letto di fine novembre. I colpevolisti, coloro che hanno già puntato il dito contro quello che da sempre è considerato l’alimento sano per antonomasia, sono in larga maggioranza; anche se non mancano, dall’altra parte della barricata, gli scettici.

Seguendo l’esempio del Lazio, in cui sono già partite le prime cause promosse da alcuni genitori davanti al Giudice di Pace per richiedere i danni morali derivati a seguito della vicenda del latte potenzialmente contaminato da ITX, il nuovo responsabile Codacons Liguria, avvocato Diana Barrui, precisa che il danno morale soggettivo, qualificato come «transitorio turbamento psicologico», è risarcibile anche in assenza di danno biologico «e siamo pronti anche noi -rincara- a far valere tale diritto davanti ai giudici». Sono pertanto avvertiti i genitori incappati nell’incauto acquisto di alcune delle confezioni di latte per l’infanzia Nestlè (Nidina 1 e 2, Latte Mio e Latte Mio cereali) o Milupa (Aptamil 2, Aptamil soia e Babymil), decisi a dare battaglia per ottenere chiarezza. Nel frattempo proseguono incessanti i controlli da parte del Comando Regionale del Corpo Forestale che in Liguria, alle 16 di ieri pomeriggio, avevano già posto a setaccio 282 esercizi commerciali, effettuando 87 sequestri per un totale di 17.703 confezioni di latte incriminate ritirate dal commercio.
A questo riguardo chiunque sia venuto sfortunatamente in possesso di una come di cento confezioni di sospetto «latte all’inchiostro», può tranquillamente recarsi presso il negozio dove lo ha acquistato per ottenere un eventuale cambio. Se non vuole rivolgersi direttamente a un Comando qualsiasi del Corpo Forestale Statale, non dimenticando però di segnalare il nome del rivenditore.
Ma la palma dell’iniziativa maggiormente «dalla parte del consumatore», va in questo caso di diritto alla Babyfarma di Genova Bolzaneto che, grazie a un accordo appena raggiunto con le Istiutuzioni, oltre a un servizio informazioni in merito all’intera vicenda, ha attivato anche un servizio di ritiro dei cartoni di latte potenzialmente contaminati dalla presenza di ITX nella confezione, che verrà fornito a tutti coloro che ne faranno richiesta, indipendentemente dalla provenienza del prodotto. Vale a dire che Babyfarma commuterà in buoni acquisto il prezzo del latte a rischio, anche comprato presso altri esercizi, «Pensiamo sia importante farlo -puntualizza Giancarlo Camilli di Babyfarma- soprattutto in un momento di panico e confusione come quello attuale. È il nostro modo per offrire sempre più professionalità al consumatore, nonostante sia un grosso impegno, sia economico che logistico».