Il latte, l’«oro bianco» della capitale

Il latte è legato a triplo filo a Roma. Nella storia, con Romolo e Remo allattati dalla lupa; e nell’economia con 502 aziende attive nel settore lattiero solo nella Provincia di Roma che pongono l’area metropolitana della capitale al primo posto per quantitativo di produzione pari a circa 177 milioni di chili, con un volume di affari della filiera zootecnica di 550 milioni di euro. «Un patrimonio della città - dice il presidente di Confagricoltura di Roma Massimiliano Giansanti - che ora presenteremo nelle scuole per far scoprire il mondo degli allevatori e perchè il latte sia riconosciuto come l’alimento sano ma anche giusto e di tendenza a colazione, così come nelle merende».
Così domenica il latte sarà protagonista di «La via lattea a Roma», organizzato da Confagricoltura Roma, in collaborazione con Camera di commercio di Roma e l’Azienda romana mercati: un giorno in cui le scolaresche potranno fare visite guidate nelle stalle delle aziende lungo l’Aurelia con degustazioni di latte e visite agli stabilimenti della Centrale del latte di Roma e Fattoria Latte Sano, con un incontro finale con Comune di Roma, Provincia, Regione Lazio, Arsial. «Nel nostro stabilimento - racconta Simone Aiuti della Latte Sano - ospitiamo 5mila bambini l’anno e la loro domanda più frequente è “Da dove viene il latte? Dalla busta?” perché non hanno mai visto una mucca prima».
«Roma ha un mercato atipico - sottolinea Nicolò Carandini della Centrale del latte di Roma - con un 60 per cento dei consumatori rispetto a una media nazionale del 30, che acquista il latte nei bar, latteria, o lo consuma nei piccoli esercizi ordinando gelati, frullati e cappuccini. La quota di vendite al supermarket sta sì crescendo, ma resta eccezionale la rete notturna di distribuzione del fresco e l’intrinseca appropriazione da parte dei cittadini della Centrale del Latte, di cui il Comune è piccolo azionista e la cui privatizzazione fu sancita con un referendum e tra i pochi marchi a ospitare il logo dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù per le campagne congiunte contro l’obesità infantile».