Latte per neonati, sequestrati 30 milioni di litri

L’azienda ha ritirato gli alimenti anche in Francia, Spagna e Portogallo

Monica Marcenaro

Latte per bambini sequestrato in tutta Italia. Ben trenta milioni di litri prodotti dalla Nestlè, praticamente tutto il quantitativo disponibile con scadenza settembre 2006, sono stati ritirati ieri dal mercato perché le confezioni potrebbero risultare alterate. In particolare, dai primi esami effettuati, risulterebbe che l’inchiostro del cartone è passato all’interno modificando la qualità dell’alimento per l’infanzia. I prodotti incriminati sono: Mio, Mio Cereali, Nidina 2, Nidina 1 (quest’ultimo con scadenza maggio 2006). A firmare l’ordinanza è stato il procuratore capo di Ascoli Franco Ponticelli, titolare dell’inchiesta, dopo che all’inizio di novembre era già stato disposto un primo sequestro di due milioni di latte Mio e Nidina 2 sulla base delle analisi effettuate dall’Arpam della regione Marche.
La mega operazione condotta su tutto il territorio nazionale dal corpo forestale dello Stato non è stata contestata dalla multinazionale che al momento non ha chiesto controanalisi e ha già provveduto a sostituire il contenitore: i prodotti sugli scaffali dei negozi con scadenza da luglio 2006 (per Nidina 1) e ottobre 2006 (per Nidina 2 e Latte Mio) non presentano alcuna alterazione e possono quindi essere acquistati senza preoccupazione.
Il latte sequestrato è per bambini della primissima infanzia: il Nidina 1 è per neonati, mentre gli altri sono per bimbi oltre i 12 mesi. I test condotti dall’Arpam hanno messo in evidenza la presenza nelle confezioni di IsopropilThioXantone (ITX),un fotoiniziatore della pellicola interna delle confezioni di tetrapak. Oltre che nei supermercati, negozi e farmacie, i sequestri sono stati fatti anche nei magazzini di stoccaggio.
Da parte sua Nestlè, in una nota, fa sapere di aver ritirato dal mercato (oltre che in Italia, anche in altri tre Paesi europei) tutti i latti liquidi per l’infanzia come misura di cautela verso i consumatori anche se, in base a un’analisi effettuata sui dati disponibili, ottenuti anche da enti indipendenti, «non si ritiene che la presenza di ITX rilevata nei prodotti analizzati costituisca un rischio per la salute».
«Con un aumento di prezzo fino a 16 volte nel passaggio dalla stalla al biberon è particolarmente grave che vi siano dubbi sulla qualità finale del latte messo in vendita», ha commentato la Coldiretti, secondo la quale l’operazione di ieri «evidenzia l’importanza di un’attenta attività di controllo in un settore come quello alimentare determinante per la salute dei cittadini».
«Il sequestro del latte Nestlè è la conferma che nel nostro Paese i controlli ci sono - ha sottolineato il ministro della Salute Francesco Storace - e credo che sia importante poter contare su una rete efficiente ed efficace». «È incredibile che soggetti particolarmente indifesi, come i bambini, siano sottoposti a rischi tanto grandi su un prodotto così diffuso come il latte - ha aggiunto il ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno -; oltre a proseguire i controlli, bisognerà accertare subito quali danni possa causare, se usato per un tempo prolungato, il composto chimico che ha contaminato il latte e intervenire con le cure appropriate. Il problema riguarda però anche il resto d’Europa, dove sono prodotte le confezioni a rischio e dove non sono ancora scattati i sequestri. Bisogna dunque agire in fretta anche a livello comunitario». L’Intesaconsumatori ha già annunciato che presenterà un esposto a 102 procure della Repubblica di tutta Italia.