"Latte scaduto e ribollito" quando la bufala circola sul web

La falsa notizia viaggia in rete dal 2007, afferma che il prodotto può esser pastorizzato fino a cinque volte. "Imbossibile" dice la Granarolo

Circola sul web, intasa la casella di posta elettronica, una, cinque, decine di volte. Non è un virus ma una notizia falsa, riguarda il latte, "scaduto e ribollito fino a 5 volte", firmato Roberta Lusco. Che sostiene: "Il latte scaduto non venduto viene mandato di nuovo al produttore che per legge può pastorizzarlo nuovamente a 190 gradi e rimetterlo sul mercato. Questo processo per legge può essere fatto fino a cinque volte. Guardate i numeri che compaiono sul fondo del tetrapak, quattro cifre da 1 a 5, il numero che manca indica quante volte il latte è stato ribollito (ossia se manca il 3 vuol dire che il procedimento è avvenuto per 3 volte)". Ecco perchè, al supermercato, ci si imbatte in consumatori che oltre a guardare la data di scadenza rivoltano il cartone del latte a caccia dei numerini. Ebbene è tutto falso. Nessuna grande industria vuole avvelenarci. O imbrogliarci. Lusco scrive "di fatto così beviamo acqua sporca". Pure la bufala è vecchia. "Circola in rete dal 2007 - spiegano alla Granarolo - la notizia era stata smentita pure da Striscia la Notizia, sul sito della Tetra Pak è spiegato il significato di quei numeri, sono i codici di rintracciabilità degli imballaggi, non c'entrano niente con il contenuto". L'azienda ricorda anche che non esiste nessuna legge che prevede che il latte fresco venga pastorizzato così tante volte. "Il fresco si pastorizza una volta sola - precisano - Se non viene acquistato viene smaltito grazie a operatori specializzati per uso zootecnico". Insomma la pastorizzazione di latte scaduto è un illecito. La lettera circola via mail accompagnata dall'immagine di un cartone corredato da numerini. È la Tetra Pack a spiegare che "i contenitori sono stampati su bobine di carta larghe un metro e mezzo e che successivamente vengono tagliati, a seconda dei formati, in 5 o 6 rotoli pronti per il confezionamento. Per assicurare la rintracciabilità dei materiali di imballaggio i contenitori vengono contraddistinti con intervalli regolari e in modo sequenziale con numeri da 1 a 6, a prescindere dal contenuto". Bufala smascherata, allora.