L'attivista musulmana contro l'attrice di Bollywood: "Non può interpretarmi"

La leader del movimento «moralizzatore» femminile del Kashmir annuncia una causa legale contro un film sui separatisti. Motivo: il suo ruolo è affidato a una donna «non virtuosa»

Un'attrice e un'attivista musulmana. Una star di Bollywood e una separatista del Kashmir. Una che si è fatta fotografare con Cristiano Ronaldo e l'altra che guida campagne per la «moralizzazione» delle donne. Bipasha Basu e Asiya Andrabi c'entrano poco: quasi nulla. Ma Bipasha Basu, definita anche la Sophia Loren dell'India, è in cerca di ruoli impegnati. E così è finita nel cast di un film sugli indipendentisti kashmiri, nel ruolo di Asiya Andrabi, la moralizzatrice. E Andrabi non l'ha presa con spirito: ha subito chiamato un avvocato e mandato un avviso al regista: «Non posso essere rappresentata da nessuna attrice che sia incompatibile con le mie virtù». Personaggi opposti. È una guerra fra donne, quindi. Non potrebbero essere una più diversa dall'altra. Andrabi ha un curriculum che, a 45 anni, comprende: vari anni in prigione, marito anche lui incarcerato perché fa parte del movimento separatista, uno dei due figli che porta il nome del primo invasore musulmano del subcontinente indiano. Poi Andrabi ha fondato il Dukhtaran-e-Millat, cioè «Le figlie della nazione», brigata kashmira che si preoccupa della moralità femminile, ad esempio pattugliando le strade di Srinagar per strappare poster e fotografie di donne non velate da capo a piedi o guidando campagne contro le ragazzine che camminano senza il burka, contro gli internet cafè, contro i locali frequentati da coppie, contro i negozi che vendono liquori e contro la prostituzione. Basu, l'attrice, non è solo una reginetta di Bollywood (e tanto basterebbe a far irritare Andrabi). È considerata un sex symbol, fidanzata a sua volta con un altro divo di Bollywood, si disse addirittura «lusingata» quando Richard Gere la definì «sexy e provocante», ha interpretato scene poco pudiche sugli schermi ed è stata pure al centro di un mezzo scandalo per una foto in cui baciava il calciatore Cristiano Ronaldo durante una festa a Lisbona. Il suo nome, Bipasha, non a caso significa «scatenata, senza limiti». Avvocati in campo. Per Andrabi è come una provocazione: possibile che, con tutte le attrici sulla piazza, proprio Basu debba rappresentarla? Ha già avvertito: «Se riterrò che il film sia discutibile, intraprenderò un'azione legale per bloccarlo». Fino ad ora il regista Rahul Dholakia non si è fatto raggiungere dai suoi strali. Anzi lui, cresciuto in Kashmir, aveva raccontato ad Andrabi di voler girare un film autentico sulle sofferenze della popolazione. Prima di cominciare le riprese si era consultato con alcuni dei leader separatisti, fra cui la stessa Andrabi. «Mi ha detto che voleva mostrare la realtà, come i kashmiri sono trattati brutalmente dalle forze di sicurezza - ha spiegato l'attivista musulmana al quotidiano Guardian - Gli ho detto che, secondo me, era impossibile. Ma lui mi ha assicurato che ce l'avrebbe fatta». Nessuno dei leader separatisti si è lamentato con il regista, fino ad ora. Poi però Andrabi si è ritrovata a fare i conti con Basu, bella e provocante. «Non tollererò che un'attrice di Bollywood interpreti il mio ruolo». Un commento gelido, e nessuna voglia di scherzare.