L'attrice egiziana alla sbarra per un vestito troppo osè: rischia 5 anni

L'attrice egiziana Rania Youssef si è presentata al Cairo Film Festival con un vestito che lasciava intravedere le gambe nude fino ai glutei

Una attrice egiziana, la 44enne Rania Youssef, rischia fino a cinque anni di carcere per colpa di un vestito considerato "troppo osè".

La pietra dello scandalo è stata lanciata pochi giorni fa nella capitale egiziana, in occasione del "Cairo Film Festival". Sfilando sul tappeto rosso, la Youssef si è fatta fotografare in un abito nero che non lasciava molto all'immaginazione. L'attrice si è presentata al festival con le braccia nude e le gambe scoperte fino ai glutei, appena velate da un leggerissimo strato di organza con un motivo a rete.

Un vestito che in Europa non darebbe certo scandalo, ma che nel Paese nordafricano ha scatenato un vero e proprio caso nazionale. Sui social network, gli internauti più conservatori hanno sommerso la Youssef di insulti e di minacce. Persino i sindacati hanno preso le distanze dalla star del cinema. Per la sua scelta in fatto di abbigliamento l'attrice egiziana ha addirittura ricevuto anche diverse denunce (almeno tre avvocati hanno sporto querela contro di lei). Denunce che si sono già tramutate in una convocazione in tribunale.

Il prossimo 12 gennaio, infatti, la Youssef dovrà comparire di fropnte ai magistrati della capitale per rispondere dell'accusa di "incitamento alla dissolutezza". Un reato per cui sono previsti fino a cinque anni di reclusione in carcere.

La donna, incredula per una polemica che mai si sarebbe aspettata di poter sollevare, si è detta mortificata per l'accaduto, aggiungendo che se avesse saputo di poter creare problemi non avrebbe indossato quell'abito nero: "Era la prima volta che lo indossavo e non immaginavo che avrebbe scatenato questo putiferio - si è giustificata l'attrice - Voglio comunque riaffermare la mia adesione ai valori in cui la società egiziana mi ha allevata".