Lauda: «Raikkonen mondiale e Montezemolo farà il Drake»

«Le Rosse sono favorite e con Todt defilato il presidente starà più vicino alla squadra. Ormai per il team lui è come Enzo Ferrari»

nostro inviato a Malpensa

Cappellino rosso, un po’ scialbo per la verità. Non è quello rigido e inamidato che l’ha accompagnato per una vita. Giacca di velluto e camicia a quadri, jeans e Timberland. Tutto un po’ scialbo, però. Niki Lauda atterra a Malpensa per annunciare la nuova tratta Milano-Vienna della sua Flyniki (29 euro, servizio a bordo e tasse inclusi, www.flyniki.com), snocciola dati e cifre, si prepara per le domande sulla compagnia e i voli. Pochine per la verità. Per questo Lauda guarda in faccia la platea e «se volete parliamo di formula uno...» dice per rianimare un po’ tutti. Parliamone. In fondo Lewis Hamilton ha appena annunciato che «quest’anno non ho scuse, devo vincere il mondiale, tanto più che ormai credo di avere per le mani una McLaren-Mercedes ancora migliore del 2007»; in fondo i bookmaker danno Raikkonen e la Ferrari favoriti, per cui...
Per cui Niki, qualche consiglio: Ferrari o McLaren?
«Ferrari. Già in questi primi test invernali hanno dimostrato di essere molto veloci e Raikkonen è al secondo anno, si è ambientato. I favoriti sono loro: lui e Massa».
E il nuovo vertice della squadra corse? Jean Todt non sarà più ai Gp, farà unicamente l’amministratore delegato.
«Sarà una Ferrari più simile a quella dei miei tempi: sento spesso il presidente Luca di Montezemolo, siamo molto amici. Penso proprio che, dopo la scadenza del suo mandato al vertice di Confindustria, avrà più tempo per dedicarsi alla scuderia. Farà un po’ come Enzo Ferrari ai miei tempi: magari verrà qualche volta, ma si terrà costantemente in contatto con i suoi».
Di Raikkonen e Massa ha detto: e Alonso?
«Alonso si è comportato da politico, e l’ha fatto in modo davvero inaccettabile. Questo è il suo vero problema. Come pilota non si discute, ma dovrebbe pensare solo all’auto invece, nella vicenda della spy story, è arrivato al punto di testimoniare contro il proprio team. Questo è inaccettabile. Quando ebbi uno screzio con Enzo Ferrari, durò tre minuti e lui mi licenziò... Alonso è stato parte del caos della spy story, doveva starsene fuori».
E Hamilton?
«L’anno scorso ha fatto qualcosa di grande e ha un talento incredibile. Ha guidato il mondiale con l’enorme pressione che gli veniva dal compagno campione del mondo e dai media. Quest’anno raggiungerà la perfezione».
Lei tornò alle corse, Schumi sta facendo molti test: che ci ripensi anche lui?
«No, quella di Michael con la Ferrari è soprattutto un’operazione di marketing. Non tornerà. Anche la storia dei test: sì, ne fa, ma i suoi capi restano Raikkonen e Massa. Sono loro che decidono la messa a punto. La formula uno va avanti troppo velocemente».
Appunto: e questo primo mondiale di nuovo senza aiuti elettronici?
«Non sarà mai come ai miei tempi: all’epoca avevo il totale controllo della macchina, nel bene e nel male. Ora sono stati levati solo alcuni dispositivi. Prova ne è che tutti i piloti si sono già in gran parte adattati. I big non avranno alcun problema, magari qualche pilota minore».
E il primo Gran premio notturno in programma a fine anno a Singapore?
«Una bella idea: bella perché darà alle televisioni europee la possibilità di trasmettere la corsa ad orari ottimi. Sarà come nello sci: nessun problema, nessun pericolo in più. Si vedrà come di giorno».