Laura Chiatti nuda per Faenza "Che imbarazzo il sesso sul set"

A Praga, dove si gira <em>Il caso dell’infedele Klara</em>. Il regista: &quot;Una storia grottesca con un finale che non conosco neppure io. Mi sono ispirato a Buñuel&quot;. L'attrice: in difficoltà anche se la scena d'amore nella vasca è elegante

Praga - Ah la gelosia! Sentimento eterno, universale. Già declinato in tutte le salse. Anche bipartisan. C'è chi lo trova «datato» e chi «odierno». I primi in genere sono i «sessantottini» che hanno vissuto l'amore libero (ma da che cosa?), i secondi - e lo scopriamo paradossalmente da uno come Roberto Faenza che il '68 l'ha fatto dietro la macchina da presa - «sono i giovani d'oggi». «Mi colpiscono i recenti sondaggi - dice il regista a Praga dove in questi giorni sta girando proprio sul tema Il caso dell'infedele Klara - che descrivono i giovani come persone molto gelose. Ma d’altro canto credo si tratti d'un sentimento universale che ritroveremo tale e quale tra duecento anni».

Intanto la biondissima protagonista del film, Laura Chiatti, che di anni ne ha 26, precisa subito la sua posizione: «In genere sono molto gelosa e possessiva. Sono pazza in questo. Chiedo al mio uomo le stesse cose ottanta volte. Se per più di tre ore risulta irraggiungibile al cellulare inizio a farmi un sacco di domande. E mi piace che lui faccia altrettanto, che mi perseguiti». In questo caso però è difficile giocare sulla somiglianza tra la sua vita reale e il suo personaggio perché la Klara studentessa di architettura del film è la vittima della gelosia folle di Luca, un affermato artista di musica elettronica con cui vive a Praga, interpretato da Claudio Santamaria che al contrario della Chiatti (con cui ha già fatto coppia nella fiction su Rino Gaetano) dice di prendere le cose amorose con molta più ironia, «quella - sottolinea - che manca totalmente al mio personaggio». L'ossessione della gelosia infatti spinge Luca ad assoldare un investigatore privato (il fascinoso attore scozzese Iain Glen), per controllare Klara e trovare le prove del temuto tradimento. A questo punto, come sottolinea Laura Chiatti, «lei si trasformerà da vittima a carnefice» quando, in un crescendo di equivoci e inseguimenti che termineranno in un’inedita Venezia («la città dove si compiono i maggiori tradimenti», Faenza dixit), la giovane protagonista tradirà «finalmente» il suo uomo con il suo investigatore.

Potrebbe sembrare quindi il classico e drammatico triangolo amoroso ma Il caso dell'infedele Klara, ispirato all'omonimo romanzo (Instar Libri) di Michal Viewegh (lo scrittore praghese di maggior successo oggi), è nella mente di Faenza qualcosa di molto diverso: «Mi sono ispirato a El, il film di Buñuel di cui avevo comprato i diritti per un remake che non sono riuscito a fare. Sarà anche per l'atmosfera particolare di Praga, ma si tratta di un'opera in progress con un finale a sorpresa che nemmeno io ancora conosco. Per ora l'unica certezza è il tono divertente da commedia grottesca, un po’ come nel mio primo Escalation. Una novità nella filmografia del regista-professore (è anche docente alla Sapienza di Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico) che con Jona che visse nella balena, Sostiene Pereira, Marianna Ucrìa e I Vicerè, ci ha abituati a ben altre atmosfere.

Così come annuncia, particolarmente orgoglioso, la sua prima volta alle prese con scene «molto erotiche e molto sorprendenti», dimenticando quella pre Caos calmo tra Margherita Buy e Goran Bregovic ne I giorni dell'abbandono. «Ho lasciato - spiega - gli attori completamente soli. La troupe era fuori dalla loro stanza e dentro c'erano solo gli obiettivi manovrati con un sistema avanzatissimo. È stato come se stessero facendo sesso veramente tra loro». Tanto che Laura Chiatti, pur sottolineando come si sia trattato di «una scena di sesso molto elegante nella vasca da bagno», non ha potuto non ammettere che il nudo integrale l'abbia messa in difficoltà.

Prodotto come sempre dalla Jean Vigo di Elda Corsi, Il caso dell'infedele Klara è, con un budget di più di cinque milioni di euro, in attesa del riconoscimento ministeriale dell'Interesse culturale. A distribuirlo intorno a febbraio-marzo del prossimo anno sarà Medusa (anche coproduttrice) il cui presidente Carlo Rossella, curiosamente proprio trent'anni fa, insieme allo stesso Faenza e all'attuale direttore dell'Unità Antonio Padellaro, fu l'artefice della contestatissimo documentario di satira politica Forza Italia.