Laura e Riccardo, i divi «hot» con il rischio di bruciarsi

Lui: «Il mio è un successo sproporzionato» Lei: «Pregai Sorrentino di non prendermi»

da Roma

Vero: Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti sono i divi caldi, «hot», del momento. Copertine, pubblicità, interviste, film a ripetizione. In Ho voglia di te tornano pure a recitare insieme, a cinque anni da quel Compagni di scuola che li fece incontrare (c'era pure Cristiana Capotondi, un'altra super gettonata). Eppure ci si chiede: non rischieranno di bruciarsi per un eccesso di esposizione?
Non sarebbe una novità. Se da un lato il ricostituirsi di un barlume di star-system sembra aver portato qualche beneficio al nostro cinema stenterello e avaro di volti popolari, dall'altro lo sfruttamento intensivo rischia di accorciare la vita professionale di attori pur bravi ed eclettici. Si sfrutta il momento, in una sorta di gasamento mediatico anche comprensibile; e però, passata l'eccitazione, al primo tonfo commerciale ecco ritornare nell'ombra talenti meritevoli di altre chance. Magari non sarà il caso di Scamarcio & Chiatti, l'uno ventottenne (da Andria, Puglia), l'altra ventiquattrenne (da Castiglione del Lago, Umbria). I due possiedono grinta, disinvoltura, sex appeal e una punta di auto ironia. Dice Scamarcio, alludendo al nome di un suo mitico personaggio, Step: «Sto costruendo la mia carriera step by step, un passo dopo l'altro. Vorrei interpretare film capaci di rappresentare meglio la mia complessità di uomo. Certo, a volte mi pare di essere baciato da un successo sproporzionato alle cose che ho fatto». Confessa la Chiatti, a proposito di L'amico di famiglia di Paolo Sorrentino: «Temevo di rovinargli il film. L'ho pregato di non prendermi, deve avermi scelto per sfinimento, dopo sei mesi di provini».
Già, Sorrentino. Una manna per lei, che esordì con Un posto al sole, essere ingaggiata dal sofisticato regista partenopeo. Concorso a Cannes, i francesi pazzi per i suoi occhi verdi e i suoi capelli biondi (tinti), tanto da ribattezzarla «la B. B. italiana», spot telefonici a tormentone. E però i calendari delle uscite rischiano di non farle un favore: oggi arriva sugli schermi A casa nostra di Francesca Comencini, venerdì prossimo, appunto, L'amico di famiglia. Troppo, anche se lei gongola per il raddoppio di visibilità. Con Magazine che la incensa in copertina, mentre Vanity Fair rivela la sua rottura con il calciatore Luca Grilli e forse l'avvio di un'affettuosa amicizia con Silvio Muccino. Non è da meno Scamarcio. Ha girato in rapida successione Texas di Paravidino, Mio fratello è figlio unico di Luchetti, Manuale d'amore 2 di Veronesi, sta finendo Ho voglia di te di Prieto, e intanto va in onda su Canale 5 la miniserie La freccia nera, con ascolti non esaltanti. Può darsi che il pubblico apprezzi. Eppure l'esperienza dovrebbe insegnare. Ne sanno qualcosa Stefano Accorsi, Alessio Boni, Luigi Lo Cascio, Pier Francesco Favino, Claudio Santamaria: tutti attori di vaglia, però spremuti come limoni, o poco attenti nell'amministrarsi, come se il successo di un film dipendesse esclusivamente dalla loro presenza. Invece no.