Laura Torrisi? Pare la Ralli anni Cinquanta

E se fosse la fruttivendola Giovanna Ralli di Costa Azzurra il modello di riferimento per Laura Torrisi? Più della mondina Mangano, della pescivendola Loren, della bersagliera Lollobrigida. Identico il mestiere sullo schermo, simile la delusione nel confronto col mondo dello spettacolo: cinico e rapace. Solo che nella commediola del '59 la ruspante popolana convocata per un provino veniva scartata a vantaggio del marito Sordi, bramato dal regista gay; mentre nel nuovo Pieraccioni la figliola, felicemente sposata, accetta di posare per un calendario osé, salvo poi venir derubricata a «carciofara» dal fotografo meschinello. Bisogna riconoscere che l'esordiente Torrisi, già concorrente del Grande Fratello 6, è proprio brava: spontanea nella voce e nel piglio, sguardo disciplinato al sorriso, tutte le curve al punto giusto (unica ipocrisia quel perizoma durante il servizio alle Seychelles).
Saprete che a Pieraccioni garbano le ispaniche, meglio se nate tra il 1974 e il '78. Con l'eccezione di Maria Grazia Cucinotta e Claudia Gerini, il toscano ha sempre mostrato, infatti, un debole per le modelle di lingua e cultura spagnola. L'hanno anche preso in giro per questo. Basta guardare in rete: «Sceglie quasi esclusivamente stangone stratosferiche, spesso raccattate dai giornali. Bella questa, quasi quasi le faccio fare la protagonista del mio prossimo film». Giudizio impietoso. Alla lunga ingiusto. La colombiana Lorena Forteza e la spagnola Natalia Estrada erano perfette nel Ciclone: tanto da parodiare se stesse senza tradire la sensualità caliente richiesta alle due ballerine di flamenco. Altrove la torta non s'è gonfiata bene. Chi ricorda la spagnola Vanessa Lorenzo di Fuochi d'artificio, unica bionda sognata dal normotipo maschile (parole sue) Pieraccioni? Nessuno, infatti l'uomo le preferiva la vicina di casa Mandala Tayde, tedesca di origine indiana, invariabilmente mora e rotondetta. A dire il vero pure l'argentina Yamila Diaz del Pesce innamorato non ha lasciato un solare ricordo di sé, ma lì era la storia a zoppicare, mentre il successivo Il principe e il pirata ebbe almeno il merito di rivelare le grazie della napoletana Luisa Ranieri, subito acchiappata e spogliata da Antonioni.
Un discorso a parte merita la colombiana Angie Cepeda, forse l'unica vera attrice che il «malincomico» fiorentino, sempre alla ricerca di bellezze mozzafiato, ha voluto accanto a sé. Galeotta fu una recensione di Tullio Kezich al film Pantaleon e le visitatrici, dal romanzo di Vargas Llosa, dove la Cepeda cesellava un magnifico ritratto di puttana. La differenza si notò, anche gli incassi raddoppiarono. L'ultima in ordine di tempo è stata la spagnola Marjo Berasategui di Ti amo in tutte le lingue del mondo: carina, elegante, non proprio memorabile. Francamente meglio, molto meglio, la nostra Laura Torrisi.