Laurea all’inventore del Festival

In questi ultimi mesi si è molto polemizzato sul senso di alcune lauree ad honorem recentemente assegnate da alcuni atenei italiani. A proposito di quella annunciata ieri mattina da Michele Marsonet Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia nessuno potrà obiettare nulla poiché il candidato è Mario Porcile, per decenni straordinario «ambasciatore» della nostra città in prestigiosi contesti internazionali e aduso ad ambiti riconoscimenti quali la Croix d’Officier conferitagli nell’83 dall’allora Ministro della Cultura Jack Lang. Porcile prossimamente dovrà tenere la sua lectio magistralis in Scienze dello Spettacolo al corso di laurea in Discipline delle Arti della Musica e dello spettacolo; l’annuncio è stato dato l’8 luglio poiché proprio cinquant’anni fa il Maestro fondava ed inaugurava il primo Festival Internazionale del Balletto.
L’occasione è stata la presentazione in anteprima del documentario che Elvira Bonfanti, Monica Corbellini e Simona Griggio - grazie al contributo di Carige e Teatro Carlo Felice, con il supporto di Cro.me Cronaca e Memoria dello Spettacolo, per la regia di Claudio Maccagno - hanno realizzato per festeggiare il compleanno del Festival. Il filmato, attraverso il recupero e la conservazione del materiale iconografico d’epoca dell’archivio privato di Porcile, della Sede Regionale Rai e del Carlo Felice, ricostruisce per immagini mezzo secolo di storia della danza. Il documentario racconta come Porcile per quasi trenta edizioni abbia organizzato il Festival grazie alle sue qualità di direttore artistico, impresario e talent scout e - come ha sottolineato Paolo Arcà, direttore artistico del Teatro Carlo Felice - «in virtù della volontà, ormai sempre più rara, di vivere il teatro come esistenza creando con gli artisti legami profondi di stima ed amicizia». Forse anche questa è la ragione per cui, nonostante i nomi prestigiosi del mondo coreutico che hanno assunto la direzione artistica di alcune edizioni - Leonide Massine, Roland Petit e Maurice Béjart - il Festival continua ad essere identificato con il suo «inventore».
Tra il ’55 ed oggi, buona parte della storia della danza di questo secolo è sfilata a Nervi e a Genova, facendo di questi luoghi un fulcro privilegiato dell’arte coreutica. Basti ricordare le divine d’altri tempi Alicia Markova e Yvette Chauvirè, le coppie Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn, Ekaterina Maximova e Vladimir Vassiliev, Paolo Bortoluzzi e Luciana Savignano, Carla Fracci (che a Nervi danzò giovanissima il celebre Pas de Quatre), il «padre» del Tanztheater Kurt Jooss, il modern di Martha Graham e Alwin Nikolais, il postmodern di Merce Cunningham e Twila Tharp e molti altri, fino alle étoiles della passata edizione tra cui Sylvie Guillem e Roberto Bolle.
Il documentario sarà gratuitamente distribuito alle scuole medie inferiori, alle scuole di danza ed alle biblioteche della Liguria e del Basso Piemonte per promuovere la danza tra le nuove generazioni e per colmare una lacuna dell’editoria video italiana sulla danza che contempla quasi esclusivamente le riprese dei grandi balletti di repertorio.