Il laureato Prodi bocciato in Pacs e famiglia

(...) «Di fronte alle contestazioni ci vuole tolleranza, ma non va dimenticato il rispetto per le istituzioni», la replica di Prodi. «Questa - aggiunge - è l’Università in cui io ho imparato non solo a studiare, ma soprattutto la tolleranza, il dialogo e la comprensione».
«Non sfugge a nessuno - il commento della coordinatrice regionale di Fi Mariastella Gelmini - che si tratta di un’operazione costruita ad hoc per risollevare l’immagine del premier. Se c’è un italiano che in Europa non rimpiangono è proprio Romano Prodi. Per Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera, «dopo l’ennesima contestazione che lo ha visto indiscusso protagonista, Prodi si è conquistato la laurea honoris causa in impopolarità». «Devi studiare, Romano devi studiare». E poi «Prodi pervertito, lussuria è tuo marito», «Prodi uguale Zapatero, no Pacs», «Buffone, buffone», solo alcuni degli slogano che risuonano fuori dalla Cattolica mentre in aula magna il rettore Lorenzo Ornaghi consegna la pergamena a Prodi e all’ex primo ministro spagnolo José Marìa Aznar. A Prodi, che proprio in Cattolica si è già laureato in Giurisprudenza, «per i risultati di grande significatività conseguiti nella sua attività politica istituzionale per la costruzione dell’Unione europea». In prima fila il sindaco Letizia Moratti (accolta all’arrivo dal coro «Letizia, Letizia»), il presidente dell’Udc Pier Ferdinando Casini e l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi. A manifestare c’era anche il capogruppo di An a Palazzo Marino. «Prodi - attacca Carlo Fidanza - è a capo di un governo lontanissimo dagli ideali del cattolicesimo politico, espresso da una maggioranza che apre alle coppie gay, è schiava dei teppisti dei centri sociali e alza la soglia minima sulla droga. A ciò si aggiunge l’impegno nullo che Prodi, da presidente della Commissione europea, ha messo nel sostenere l’introduzione delle radici cristiane nella Costituzione Europea». Di «inutili aggressioni premeditate» parla il segretario cittadino ds Pierfrancesco Majorino che esprime «solidarietà» a Prodi. «I ragazzi di An e gli autonomi di Torino - aggiunge - rappresentano la faccia di due medaglie molto simili». «Non sembra che il Professore sia molto amato», replica il capogruppo di An in Regione, Roberto Alboni («Cosa pensa, di poter essere accolto a braccia aperte?»). «Una vergogna che ci fa pensare una volta in più a quanto sia necessario abolire il valore del titolo di studio», ironizza infine Fabrizio Cecchetti, consigliere regionale leghista, che sulla Cattolica aggiunge: «È la conferma che non è più legata alla realtà della nostra regione».