Lauree buone per tutte le età

L’Unitre Milano è più viva che mai, e inaugura da ottobre una stagione accademica ricca di oltre 1000 tra corsi e laboratori. Sono ancora in molti a conoscerla come Università della Terza Età, ma da qualche anno il nome è cambiato in «Università delle Tre Età e della Terza Età», che meglio rappresenta l'estrema flessibilità anagrafica e la versatilità dell’offerta culturale.
«La nostra università compie vent'anni, essendo partita nel 1988. Una lunga presenza sul territorio non priva di riconoscimenti, tra cui un Ambrogino». Parla il rettore Silvio Bolognini, filosofo del diritto che alla scrivania del suo studio di via Ariberto 11, sede didattica Unitre Milano, si trova proprio a suo agio. «Facciamo parte del circuito Unitre, presente in Italia con oltre 300 sedi, i cui principi di base sono il volontariato e l'indipendenza politica, economica e ideologica. Ci muove una forte passione, culturale e sociale». E intanto il nome è cambiato, anche perché Unitre è oramai l'università di tutte le età. La segmentazione anagrafica vede un 40% di studenti oltre i 60 anni, un altro 40% tra i 35 e i 60 e un 20% sotto i 35. E c'è anche qualche liceale desideroso di arricchire il proprio bagaglio culturale, magari acquisendo preziosi crediti formativi in vista dell'Esame di Stato. Ma che cosa cambia rispetto all'università tradizionale? «Le differenze sono poche, ma importanti». Spiega il rettore. «Innanzitutto il volontariato dei docenti è la prima. Poi la libertà assoluta nei piani di studi. Si ha a disposizione un pacchetto di oltre 500 docenti e 1000 cattedre, ciascuna delle quali con un monte ore pari a un corso universitario, e non resta che scegliere i corsi da frequentare. Chi vuole può restare dalle 9 del mattino alle 23. Il nostro obiettivo non è quello di rilasciare diplomi e certificazioni ex lege». I motivi per iscriversi sono i più vari: qui incontri il giovanissimo che integra il suo cursus standard; il neolaureato ancora in cerca di occupazione; molti vogliono colmare lacune pregresse, o semplicemente aggiornarsi; alcuni, dopo il lavoro, trovano il tempo per un loro pallino mai coltivato: è il caso dell'ingegnere interessato alle lingue antiche, o del medico che ama la botanica. Ma il ruolo di Unitre è anche sociale: ecco allora l'enorme segmento di chi è uscito dal mondo del lavoro o si prepara a uscirne. C'è addirittura chi studia informatica per i nipoti o i figli. O viene per arricchire i propri rapporti sociali: in fondo Unitre si definisce «accademia di umanità». L’insegnamento è organizzato come in tutti gli atenei. Oltre alla didattica curricolare ci sono le attività complementari, tra cui i «progetti speciali», intensi approfondimenti legati agli insegnamenti, e moltissime altre iniziative che nascono all'interno delle singole cattedre.
Spicca l'estrema varietà dei corsi, che vanno dalle lettere classiche al fitness, dalla musica alla psicologia, dal diritto alla medicina, dalla difesa personale alla legatoria, senza dimenticare le radici lombarde, con un intero dipartimento dedicato alla storia e alla cultura lombarda e di Milano.