Lauree specialistiche, riparte la corsa

L’anno scorso erano in 3500 a contendersi i 2mila posti. In palio c’era la possibilità di frequentare le lauree specialistiche (i «+2») della Bocconi, un bel trampolino di lancio nel mondo del lavoro. Ora la «corsa» riparte, con due novità: diminuiscono i posti riservati ai «bocconiani» usciti dalle triennali (a vantaggio degli studenti in arrivo da altri atenei) e aumentano i corsi tenuti interamente in inglese: saranno più della metà, sei su 11.
Per accedere alle specialistiche (si va dalla finanza al marketing fino al diritto), i ragazzi seguiranno «percorsi» diversi a seconda della provenienza: per gli «studenti Bocconi» si valuterà la media dei voti agli esami. Chi arriva da altre università italiane dovrà invece superare un test: le iscrizioni alla prova del 24 marzo si sono appena aperte; il test si ripeterà a giugno (e potranno partecipare anche i bocconiani esclusi per la media bassa). Per gli stranieri, infine, si guarderà a curriculum e motivazioni.
Il meccanismo è stato affinato negli anni. Nel 2005 scoppiò la protesta dei 262 bocconiani esclusi dai «+2». Gli studenti, ai quali per la prima volta non veniva garantito un posto nelle specialistiche, scrissero al rettore e ai giornali. «Un 13 per cento di esclusi non equivale a una “strage” - rispose allora il rettore, Angelo Provasoli -. La Bocconi è un’università selettiva, gli studenti questo lo sapevano dall’inizio».
La questione si ripete ora. Nel 2007 i posti riservati ai bocconiani caleranno dal 75 al 70 per cento del totale, da 1.500 a 1.400. «Ci saranno cento posti in meno? La sostanza non cambia - è il parere che ricorre tra gli studenti -. A rimanere fuori, alla fine, è chi ha una media bassa». Il problema, semmai è un altro: «Nei corsi più richiesti, come quelli di finanza, la soglia di merito per entrare automaticamente si alza. E chi non ce la fa, pur avendo una buona media, deve ripiegare su altri corsi». «L’anno scorso abbiamo chiesto la pubblicazione delle graduatorie finali - ricordano altri - ma ci è stata negata, per non creare imbarazzi agli esclusi».
Alcune lauree, grazie agli accordi tra la Bocconi e atenei stranieri, avranno valore anche all’estero. Ci saranno poi 50 borse di studio: la retta costa 9mila euro l’anno (senza distinzioni in base al reddito), la borsa ne assegnerà 15mila.