Al Laurentino le «ronde» della Destra I volontari «armati» di telefonini scovano un insediamento abusivo e lo segnalano alla polizia Foro 753 occupa un casale per sottrarlo ai clandestini. Due molotov contro un negozio romeno

«L’unica forma rimasta di autotutela contro l’allarme criminalità dalla Romania». Esordio, ieri mattina, per le ronde de La Destra con la benedizione formale del leader Francesco Storace. Che «davanti a un provvedimento da cartoni animati come quello del Governo» ribadisce la volontà di «promuovere ogni forma di autotutela dei cittadini».
L’autotutela, nella zona del XII Municipio, all’Eur, la si riconosce dal fratino fosforescente e cappellino indossati da sei persone che hanno fatto la loro prima uscita ufficiale sotto l’obbiettivo di decine di fotografi. E c’è già il primo risultato: un insediamento abusivo di romeni a poche decine di metri da due scuole. «Intanto le ronde proseguono il loro lavoro di segnalazione alle forze dell’ordine - dice Storace -. Un lavoro dedicato a Luigi Moriccioli, assassinato su una pista ciclabile e alla signora Giovanna Reggiani, violentata e assassinata a Tor di Quinto, e di tante altre vittime innocenti, nonché di persone violentate». «Noi - aggiungono Stefano Ambrosetti, Tommaso Mignini e Aldo Atti, esponenti della Destra romana - continueremo a denunciare le situazioni di illegalità nel XII Municipio e nelle altre zone romane».
Intanto, in città, si fanno sempre più difficili i rapporti con la comunità romena, sempre più tristemente padrona della cronaca nera cittadina. E ieri ennesima bottiglia incendiaria contro un negozio di prodotti tipici gestito da romeni. Stavolta a Tor Bella Monaca. Quando gli agenti sono arrivati hanno trovato la serranda annerita, i vetri delle bottiglie ed un forte odore di benzina. Nel retrobottega dormiva il titolare del negozio, un romeno di 48 anni, che non si era accorto di nulla.
Infine sempre ieri, «Foro 753», centro sociale di destra, ha annunciato di aver occupato un casale abbandonato in via Casetta Mattei 380, zona Bravetta-Portuense. L’intento è «ribadire la propria disponibilità a tutelare aree verdi e parchi, lasciate per anni in stato di abbandono e degrado». Gli esponenti del centro sociale hanno affisso anche uno striscione con scritto: «Non tolleriamo più». «Tali aree, numerose in ogni quartiere di Roma, hanno favorito per troppo tempo - sostengono in una nota - bivacchi d’ogni tipo di immigrati, fornendo a clandestini, delinquenti ed irregolari zone franche e non controllate, a discapito dei cittadini, rendendo i nostri quartieri meno sicuri e più degradati». Con l’occupazione Foro 753 «chiede agli organi preposti», di affidare ad associazioni e comitati cittadini le aree per renderle più sicure «proponendo altre attività sociali e culturali in risposta agli ultimi episodi di violenza brutale, derivata dalla irresponsabile gestione del problema immigrazione».
Plaude all’occupazione il consigliere capitolino del Pdl Ugo Cassone: «È un atto volto a far uscire dal degrado una delle tante aree verdi della città, che da anni risultano vivere nel degrado e nell’abbandono più totale».