Laurie e Incognito: un venerdì di grande musica

«Se non sai cos’è... allora è jazz!», amava proclamare illuminato il sassofonista amico di Novecento nel celebre film «La leggenda del pianista sull’oceano» di Tornatore. Energia vitale fatta musica, passione, sensualità, evocazione, sperimentazione. Sono questi gli elementi in comune dei due appuntamenti musicali principali di questa serata estiva. Visual artist, compositrice, poetessa, fotografa, regista, ventriloqua, cantante e strumentista è Laurie Anderson, alla Sala Sinopoli del Parco della Musica, ore 21. Miscela pirotecnica di ritmi funky, jazz, blues, groove, r’n’b è invece la musica degli Incognito (dalle 21,30 a Villa Celimontana), pionieri britannici dell’acid jazz.
Classe 1947, nata a Chicago, la bella Laurie Anderson si definisce soltanto una «raccontatrice di storie» ma è un’artista a tutto tondo, performer e autrice di suggestivi show multimediali. Prodotto dell’avanguardia newyorkese degli anni ’70, a inizio carriera è influenzata da musicisti d’avanguardia come Philip Glass, Brian Eno, John Cage e il suo attuale marito Lou Reed. Nei primi anni ’80, con il singolo O Superman e con l’album Big Science, Laurie conquista critica e pubblico. Oggi la musicista statunitense presenta il nuovo lavoro «Homeland», combinazione tra poema e concerto che esamina le ossessioni americane, dall’informazione al rapporto tra paura, libertà e sicurezza con la progressiva accettazione della violenza. La Anderson si esibirà al violino elettrico e alle tastiere, mentre la sua voce reciterà e canterà campionata e filtrata anche elettronicamente. Accanto a lei Skuli Sverrisson al basso e Peter Scherer alle tastiere, Okkyung Lee al violoncello, oltre a Willie Williams nel ruolo di light designer.
Certamente meno cerebrale e teatrale, sarà il concerto-show degli Incognito, che a Villa Celimontana festeggiano trent’anni di carriera. Dieci elementi sul palco per mettere in scena l’irresistibile groove dei pionieri storici dell’acid jazz più funky. Traduzione: si balla! La ritmica la fa da padrone. Basso ossessivo, batteria, percussioni e campionamenti, fiati, chitarre, tastiere e su tutto le splendide voci di Maysa Leak, Imaan e Tony Memrelle.