L'auto di Gianni Letta ostaggio dei fotografi

Tutta colpa dei finiani e del loro nuovo partito, dei fotografi e dei giornalisti che hanno affollato la strada, se il sottosegretario alla presidenza del Consiglio ieri è rimasto bloccato per cinque minuti a bordo della sua auto blu. Proprio così, a fare le spese della nascita di Futuro e Libertà è stato Gianni Letta che stava passando da via del Seminario, davanti alla sede di Farefuturo, dove ieri si stava svolgendo la riunione per la costituzione del comitato promotore del nuovo soggetto politico di Futuro e Libertà. Gli uffici della Fondazione si trovano davanti a palazzo San Macuto, in una delle vie del centro storico della capitale più affollate dai turisti. E tra curiosi e cronisti, è bastato poco per mandare in tilt la circolazione. Ma il «fuori programma» pare non aver innervosito più di tanto il sottosegretario che sempre al cellulare, ha salutato i fotografi con un sorriso. C’è stato bisogno però dell’intervento dei vigili urbani per «liberare» l’auto di Letta dalla morsa di stampa e televisioni e per farlo rientrare a Palazzo Chigi.