Lauzi: un grande amico Zanicchi: non era triste

Non ci saranno funerali per Sergio Endrigo - ha spiegato la figlia Claudia - «non siamo credenti». Per ricordarlo la famiglia sta pensando a un grande concerto pubblico. Il cantautore sarà sepolto a Terni, nella tomba di famiglia, accanto alla moglie, scomparsa 11 anni fa. «Quando ad aprile fu scoperto che aveva un microcitoma polmonare - ha raccontato la figlia - la situazione era già grave e io non ho voluto alcun accanimento terapeutico».
A ricordare il cantautore è stato per primo Bruno Lauzi. «Sergio era un caro amico e un grande musicista - ha detto -. La sua morte rappresenta una perdita irrimediabile per il panorama della musica italiana e della canzone d'amore. Ha portato nel nostro paese la corrente musicale del realismo. Era un uomo pieno di garbo e di grazia ed era soprattutto una persona positiva. Un grande amico per me, una delle poche persone dell'ambiente con cui avevo l'abitudine di sentirmi». Anche Iva Zanicchi è disperata: «Endrigo - ricorda - non era l'uomo triste che tante volte descrivevano».
Per Baudo invece Endrigo era «un uomo incredibilmente timido e malinconico, aveva la tristezza dell'emigrante, forse perchè era nato a Pola, sentiva il fatto di avere questa radice e anche la sua melodia sapeva tanto di balcani».