Lavagna, il porto finisce nelle secche della polemica

«Siamo indignati per le dichiarazioni dell'ex sindaco Gabriella Mondello, che non tengono conto né della verità di quanto accaduto al porto di Lavagna, né di tutte le sentenze emesse negli anni». È la replica della Porto di Lavagna Spa che mal digerisce i commenti a latere sulla diga fresca di agibilità nautica e le domande dell'on. Mondello, seguiti dai due atti parlamentari dei Verdi Piazza e Lion. La società, gestore dell'approdo turistico, ribadisce che Magistratura ordinaria e amministrativa «hanno sempre riconosciuto il buon diritto e la correttezza dell'operato della Porto». L'aggancio è poi ai contenuti dell'interrogazione e interpellanza parlamentari che fanno chiaro riferimento a una presunta scarsa trasparenza della gestione e alla dubbia legittimità della concessione. Nessuna risposta diretta, ma l'ennesimo rinvio al mittente dei pesanti riferimenti sull'operato della società. «Siamo bersagliati da tempo da azioni giudiziarie temerarie e pretestuose e da campagne di stampa denigratorie e infondate, alle quali si prestano anche i politici non sempre in buona fede ed evidentemente in cerca di pubblicità». Durissimi, a fronte d'una vicenda contorta che sembra non concedere tregua alla Porto. Che «anche questa volta manterrà un atteggiamento di compostezza, riservandosi di tutelare il proprio buon nome contro tutti coloro che, a vari titolo, concorrono ad infangarlo intenzionalmente». È tutto. Mentre sul versante porto-città è in fieri in lavoro di mediazione per creare sinergie ed economia e puntare ai mille posti di lavoro. Dall'altra parte, sollecitato dall'onorevole, il sindaco Giuliano Vaccarezza non ritiene sia suo compito rendere noti atti parlamentari, e comunque «eravamo a conoscenza dell'interpellanza di Piazza perché la Prefettura di Genova ci aveva richiesto della documentazione, insieme a Carabinieri e Guardia di Finanza». Ribadisce che il porto è una realtà che va completata, «perché il Comune adesso sta solo spendendo. Cerchiamo di chiudere le partite pregresse, c'è da sistemare piastra e club house in totale degrado e da progettare il depuratore». Primo passo: definire il contenzioso fra Comune e la società, «quindi aprire la trattativa sul piano industriale. È interesse di tutti che il porto diventi parte integrante della città e si traduca in occupazione e sviluppo».