A Lavagna tutti i «mugugni» in un quiz

Un sondaggio del Pdl a Lavagna per dare forma al mugugno di turisti e residenti che chiedono maggiore cura degli arenili, sicurezza e pulizia e decoro della città anche in periferia. Ieri la presentazione dei risultati, non a caso in un’area che dovrebbe essere a servizio dei turisti e non è, lungo la panoramica per Santa Giulia. Ai dettagli ci pensa Alex Scardavilli, coordinatore cittadino Giovane Italia, che spiega come quello spazio, dato al Comune da privati in cambio di case da costruire, prevede un parcheggio con sosta consentita 36 ore per operazioni di carico e scarico dei camper.
«Invece l’area - spiega Scardavilli - già inserita nelle guide turistiche, non è ancora operativa. I lavori sono iniziati nel 2008, il privato ha completato il suo intervento, ma il Comune non è ancora riuscito a trovare 22mila euro per rendere l’area fruibile. I camperisti s’arrampicano fin qui per trovare il divieto d’accesso. Senza contare che le opere già realizzate si stanno degradando, le ardesie cadono e la pavimentazione è spaccata». Giusto un assaggio perché i bocconi succosi arrivano con i risultati del sondaggio.
«Ci ha sorpreso, in questi tempi di disaffezione alla cosa pubblica - sottolinea il consigliere provinciale Mario Maggi - l’alta risposta raccolta al gazebo: 228 i questionari compilati di cui 69 correlati da commenti e proposte. Numeri che confermano la bontà dell’operazione». Ci pensa Claudio Vergano, vice coordinatore cittadino, a fare la conta delle priorità barrate sul questionario dai turisti: nelle prime tre urgenze un effettivo impegno delle risorse finanziarie e gestionali sulla passeggiata a mare; maggior cura degli arenili con particolare attenzione alle spiagge libere e rimodulazione verso il basso delle attuali aliquote Ici. Non manca la richiesta di più attenzione all’arredo e decoro urbano anche nelle aree periferiche; e a gran voce l’urgenza di ripristinare i gabinetti pubblici chiusi da anni.
Anche i residenti risultano in linea con il mugugno «foresto», ma calcano la mano sulla necessità di una maggiore vigilanza e sicurezza urbana, con un sistema di video sorveglianza che davvero funzioni. Poi pianificazione della sicurezza stradale e recupero del porto turistico da integrarsi nel contesto urbano, sociale ed economico della città. Spontaneamente la segnalazione di problemi e disservizi come la chiusura del 118, le spiagge sporche e senza servizi, strisce pedonali non ben segnalate a Cavi, sottopassaggi fatiscenti per raggiungere la spiaggia e, a gran voce, la richiesta di un pass per i proprietari di seconde case che pagano l’Ici, non ottengono nulla e sono costretti, ogni 2 ore, a spostare l’auto per la zona disco.