L'avanguardia di Carla, dattilografa da poesia

Dalla celestiale Beatrice e dall'enigmatica Clizia, la poesia italiana passò, di botto, alla dattilografa Carla. Pubblicato nel 1960, con omaggi da Pasolini e Vittorini, Elio Pagliarani scrisse il suo «straordinario poema polifonico» (così Aldo Nove nell'introduzione) nel 1954, sulla cattedra della scuola milanese dove insegnava. Guru dell'avanguardia (dal suo poema Alberto Saibene ha tratto un film), il suo romanzo in versi sul neocapitalismo italico stordisce per i bagliori lirici, orfici («quanto di morte noi circonda e quanto/ tocca mutarne in vita per esistere»).

Davide Brullo