Lavavetri, mendicanti e irregolari Il prefetto firma le prime espulsioni

La lista «nera» era stata recapitata sul tavolo del prefetto a novembre. Conteneva dieci nominativi di cittadini romeni da espellere, in virtù della recente normativa sul diritto di soggiorno degli stranieri comunitari negli Stati membri dell’Unione. Otto uomini e due donne ufficialmente non in grado di provvedere al sostentamento proprio e dei familiari al seguito, nonché di garantire un’adeguata copertura sanitaria. Ebbene, è notizia di ieri che il prefetto Gian Valerio Lombardi ha firmato il provvedimento d’allontanamento a carico dei primi tre dell’elenco. Si tratta due uomini di 58 e 24 anni, e di una donna di 20, sorpresi dunque più volte a distanza di 90 giorni per strada impegnati in niente affatto «limpide» attività.
L’iter del provvedimento prefettizio prevede che gli irregolari adesso abbiano altri 30 giorni di tempo, dalla notifica dell’atto, per rimpatriare «causa cessazione delle condizioni che determinano il diritto del soggiorno», per dirla con la legge. «Impresa», quella dell’accompagnamento coatto entro i confini nazionali, finora riuscita con non più di una ventina di individui in tutta Milano, a partire dalla data di entrata in vigore del decreto Amato sulla sicurezza (31 ottobre).
Il vicesindaco, Riccardo De Corato, esulta per il risultato raggiunto «grazie al decisivo apporto della nostra polizia locale. Frutto di un lavoro capillare cominciato alla fine di luglio e che ha portato all’identificazione di almeno 1.400 rom di nazionalità romena». Un terzo dei quali alloggiati dietro il cimitero Maggiore, gli altri sono fantasmi sconosciuti all’Anagrafe comunale ma ben noti ai cittadini costretti a resistere a baraccopoli in pubblica via e occupazioni illegittime. Un esempio? Stamattina, davanti ai container con lo stemma di Palazzo Marino in via Triboniano, i ghisa - raccontano i residenti - hanno mandato via due rom trovati a dormire in macchina. Forse in attesa di essere «invitati» in una delle roulotte autorizzate.\