Lavezzi, Kucka, Borriello l’Inter prepara il dopo Eto’o

Eto’o affare chiuso? «Mannò, figuriamoci. È solo una proposta, adesso dobbiamo vedere noi cosa fare». Massimo Moratti era di buon umore, neppure l’argomento Agnelli lo ha scalfito: «Lo scudetto? Spero vada in vacanza così si rilassa un po’».
Dentro la famiglia sentimenti in subbuglio, ma quello che decide Massimo è ben fatto, sarà la cosa migliore. Però Eto’o tiene svegli, tanti soldi, ne vorrebbe un po’ anche il presidente.
Ieri seconda puntata con la delegazione dell’Anzhi. I russi in mattinata hanno alzato l’offerta ma siamo lontani, si tratta con Vlado Lecic, gli altri sono tornati a casa, segnale che ha due letture: è tutto fatto, basta un fax. Oppure: siamo lontani, troppe cose da sistemare, e il Ferragosto a Milano butta giù. Comunque le improvvide dichiarazioni di Ernesto Paolillo al sito finanziario Bloomberg hanno già svelato l’epilogo, avrebbe ammesso che Eto’o è in partenza, Tevez viene trattato e Sneijder non si muove. Un’ulteriore dichiarazione al portale Sport.ru di Claudio Vigorelli, agente di Eto’o, ha ribadito la notizia: «Abbiamo praticamente raggiunto un accordo con l’Anzhi. Ora speriamo che le società lo trovino tra loro». Eto’o se ne va, senza fretta, ma se ne va. Ogni storia è diversa e non è mai casuale. Chi lo frequenta e si fregia di conoscerlo, racconta che Eto’o sia rimasto amareggiato dai cori razzisti e da quel diverbio a maggio in quel lounge bar di piazza della Repubblica non lontano dalla sua abitazione di via Ricci. Venne quasi alle mani con dei tifosi milanisti e solo l’intervento delle bodyguard ha evitato lo scontro. A Roberto Carlos, stessa squadra stesso colore, in Russia hanno gettato delle banane in campo. Broda per conigli. Venne fuori la medesima motivazione per l’improvviso abbandono di Leonardo. Non regge neppure l’eventuale collocazione tattica di Gasperini che lo vedrebbe esterno e non punta centrale. Eto’o poteva rimbalzare chiunque forte dell’innamoramento di Moratti e l’episodio del posto in business class sull’aereo per Pechino è la conferma del suo ruolo da assoluto leader all’interno dello spogliatoio, ritagliato non tanto dai compagni o dall’allenatore ma dalla società. Senza tirare in ballo Josè Mourinho. Con il portoghese ancora qui, Eto’ò avrebbe ubbidito anche se lo mandavano a fare lo stopper nella Primavera. A proposito, Josè ha commentato la sua scelta: «Eto’o è sempre stato felice con i soldi». Indimenticato.
Il suo procuratore giura che le cifre riportate dalla stampa siano lontane dalla verità, restano comunque tantissimi soldi e lui, il procuratore di Eto’o, ha tutto l’interesse che il suo cliente cambi casacca, sono soldi in arrivo anche per lui. Del resto se Samuel sperava in un ritocco del suo ingaggio da parte di Moratti ha sottovalutato il momento storico. Recessione, borse in crisi, fair play finanziario, non c’è niente che vada d’accordo con un aumento. Poi magari la collocazione tattica non condivisa è stata un buon pretesto. Ma un ingaggio da venti milioni netti a stagione spegne anche il grande amore fra Eto’o e l’Inter e chiude i discorsi. Il presidente risparmia tre annuali a undici netti, totale 66 milioni, e se tiene duro sui quaranta per il suo cartellino fa una plusvalenza da medaglia d’oro. A Joan Laporta erano entrati venti milioni. Ieri Eto’o si è incontrato in un albergo milanese con Vlado Lecic per capire quello che succede con lui in Daghestan, gli hanno giurato che ci sarà il finimondo e gli costruiscono lo stadio attorno. In ballo ci sono anche gli interessi dello sponsor e i proventi sul diritto di immagine, Eto’o era molto attento a ogni particolare, l’incontro è durato quasi tre ore, poi è partito per il Camerun dove lo attende un evento benefico, torna a Milano subito dopo Ferragosto. Comunque non c’è premura, l’Inter ha già deciso ma vuole anche capire questi rubli come arrivano e quando. Le perplessità emerse in sede fra i dirigenti sono reali, non preoccupano, ma sono reali. Ecco perché se ne sta andando lentamente dall’Inter, poi arriveranno i rincalzi, perché chiunque non sarà mai all’altezza di un centravanti che ne mette dentro 37 in una stagione. E poi sembrerebbe che anche Diego Milito non sia in una botte di ferro, un altro trentenne che se ne va in un campionato minore, Galatasaray in Turchia, con Marco Borriello che Gasperini conosce benissimo, pronto e felice di tornare a Milano. E qui ci sarebbe anche quel tocco di rivalsa da parte del presidente che non dimentica mai gli sgarbi rossoneri.
Ma ieri Moratti non aveva tempo per parlare di altro. L’agente di Juraj Kucka ha confermato che Inter e Genoa stanno trattando, quello di Casemiro ha ribadito che la società nerazzurra è l’unica e vicinissima alla chiusura, con il Napoli non c’è storia, la clausola rescissoria imposta da Aurelio De Laurentiis a 31 milioni per El Pocho Lavezzi significa che basta staccare l’assegno. Più complicato il discorso per Daniele De Rossi che starebbe accettando il rinnovo a 4,2 milioni con bonus e eventuali premi che lo alzerebbero a quasi sei a stagione. Sneijder? Congelato fino a soluzione del caso Eto’o. Il presidente? Vanno tutti in ferie, ci va anche lui, c’ha la casa a Forte.