Lavezzi&Cavani ’na cosa grande Il sogno del Napoli è vicino

Mata illude il Chelsea, ma gli azzurri rimontano Pocho incontenibile, il Matador segna e ispira

Dalla squadra dello sceicco di Abu Dhabi Mansour a quella dell’oligarca russo Abramovich il risultato non cambia. Anzi cresce in favore del Napoli e poco importa che il gol segnato da Mata abbia un peso specifico diverso da quello di Balotelli. In attesa che il fair play finanziario possa riequilibrare le forze in campo (Napoli da cinque anni con il bilancio in attivo, Chelsea in rosso di 75 milioni), come era accaduto con il Manchester City, anche i Blues cadono al San Paolo. Non potendo appellarsi al blasone, la differenza la fanno il cuore, il sacrificio e la classe dei suoi tenori: sotto di un gol dopo 27 minuti, la carica la suonano Lavezzi, finora a secco in Europa, che fa una doppietta che rischia di diventare storica, e Cavani, che timbra il cartellino continentale per la quinta volta, anche se il suo gol di petto-spalla non è il massimo della spettacolarità.

Un’altra prova di maturità del Napoli, che giustifica il favore del pronostico attribuito agli azzurri dai bookmakers. E se in campionato ha il difetto dell’incostanza, in Europa ha il pregio di essersi esaltato da matricola. Di sicuro il 14 marzo andrà a Stamford Bridge con buone possibilità di centrare lo storico traguardo dei quarti.

La vigilia si tinge di giallo: nel quartier generale degli inglesi (l’hotel Vesuvio) è appena terminata la riunione tecnica e su un tavolo Villas Boas lascia incustodito un foglietto con la possibile formazione anti-Napoli. Ma i dubbi sulla veridicità dell’undici - completamente diverso al momento dell’annuncio ufficiale - arrivano addirittura da Mosca e da una fonte vicina a Mourinho, impegnato lì con il Real. Scherzo dello Special Two nel giorno di martedì grasso o semplice pretattica? Chissà. Il fatto certo è che Drogba è al centro dell’attacco mentre non c’è Terry: il capitano del Chelsea dovrà operarsi al ginocchio destro (lo aveva sbattuto contro il palo di una porta nel match di Fa Cup con il Birmingham) e rischia uno stop di due mesi.

Mazzarri, secondo voci incontrollate, non sarebbe al San Paolo ma a Castelvolturno, sede del ritiro del Napoli. In realtà, pare che abbia seguito il match nel «dirigibile» dello stadio riservato alle tv, collegato via telefonino alla panchina guidata per una sera dal fedelissimo vice Frustalupi, talismano azzurro (tre partite in panchina e tre vittorie).

Gara aperta, senza tatticismi. L’avvio del Napoli è confortante: due squilli che costringono Cech ad altrettanti interventi su Maggio e Cavani. Gli azzurri sembrano però impreparati sulle veloci ripartenze del Chelsea, fino a quando uno strano rimbalzo del pallone tradisce Cannavaro che liscia la deviazione e dà campo libero a Mata. Il gol subito manda nel pallone il Napoli per qualche minuto, serve allora il cuore mostrato in altre occasioni. La prodezza di Lavezzi (al primo guizzo europeo dedicato al figlio Thomas) dà il là all’impresa, il tocco quasi fortunoso consegna il sorpasso nel recupero del primo tempo, il bis del Pocho su assist del Matador fa partire il sogno. E il solito coro dei 50mila con «o’ surdato ’nnammurato».