Lavia a Napolitano: niente tagli, dateci i soldi

Carlo Delle Piane e Isabella Ferrari fra gli attori, Matteo Garrone fra i registi, Massimo Ranieri per il teatro, Vittorio Gregotti per l’architettura. Sono alcuni dei vincitori dei premi intitolati a Vittorio De Sica che sono stati consegnati ieri al Quirinale dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Completano la lista dei premiati con il De Sica 2008 gli attori Giuliano Gemma, Valerio Mastandrea e Giovanna Ralli, il regista Bruno Bozzetto, gli sceneggiatori Nicola Badalucco e Enrico Medioli e la scenografa Francesca Lo Schiavo. E ancora, Roberto Bolle (per la danza), Alessandro Baricco (letteratura), Luis Bacalov (musica), Rosetta Acerbi (pittura), Tullio Kezich (storia), Giorgio Armani (per la società).
Fra i premiati invece con il riconoscimento Eti-Gli Olimpici del teatro, alla sua sesta edizione, Anna Proclemer (premio speciale del presidente della giuria) Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Roberto Saviano e Mario Gelardi (gli ultimi due per la versione teatrale di Gomorra), Massimo Popolizio e Mascia Musy (migliori protagonisti), Roberto Herlitzka (miglior monologo), Gigio Morra, Leda Negroni e Anna Della Roda (rispettivamente attori non protagonisti e attrice emergente).
Ma la cerimonia del Quirinale organizzata per la celebrazione della «Giornata dello spettacolo» (premio De Sica e premio Eti-Gli Olimpici del teatro) è stata anche l’occasione per un’esternazione collettiva sui tagli allo spettacolo. Il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, li ha difesi («la grave crisi finanziaria internazionale impone a tutti i settori del nostro Paese gravi sacrifici») ma ha anche detto che «la cultura è il più importante investimento che un Paese può fare per il proprio futuro» e ha auspicato che la «riforma di sistema» dello spettacolo venga approvata con il concorso della maggioranza e dell’opposizione. L’attore e regista di teatro Gabriele Lavia è stato quanto mai diretto e ha concluso il suo intervento, un vero e proprio show rivolto a Napolitano, dicendo «ci salvi lei signor presidente che ha potere, ci dia i soldi, che ce li stanno tagliando; sa, qui siamo alla frutta». Più articolato il ragionamento che Massimo Ranieri ha espresso a margine della cerimonia. Secondo il cantante e attore napoletano «è normale che in un momento di crisi i primi tagli del governo siano per il teatro e il cinema, certo non si possono tagliare gli stipendi agli operai». Ranieri ha anche detto che devono essere i genitori a «instradare il figlio verso la cultura altrimenti il ragazzino si perde» e che «i tagli allo spettacolo non sono giusti anche perché senza le arti a soffrirne sono il Paese e l’italianità».
Da parte sua il padrone di casa ha premesso che «si impongono politiche di rigore e anche di sacrifici» ma ha anche avvertito che «il settore della cultura e dello spettacolo ha un suo particolare significato e rilievo» e che «le cifre non dicono tutto».