Un lavoratore su cinque lavora più di 48 ore a settimana

Secondo uno studio pubblicato all’Organizzazione internazionale del Lavoro
(Oit), più di 22 lavoratori su 100 nel mondo lavorano oltre 48 ore la settimana,
principalmente nei paesi in via di sviluppo

Ginevra - La settimana lavorativa di 40 ore diventa gradualmente la norma nel mondo, ma secondo uno studio pubblicato oggi dall’Organizzazione internazionale del Lavoro (Oit), più di 22 lavoratori su 100 nel mondo lavorano oltre 48 ore la settimana, principalmente nei paesi in via di sviluppo. «Gli orari eccessivi tendono ad essere nefasti e improduttivi», si legge nel rapporto che invita a porre «limiti orari ragionevoli che aiutino a preservare la salute fisica e mentale dei lavoratori e le loro capacità produttive». La riduzione del tempo di lavoro ha anche il vantaggio di spingere le aziende ad «investire nel miglioramento delle loro tecnologie e nelle competenze dei lavoratori». Anche se la normativa di molti paesi limita teoricamente la durata del tempo di lavoro «questa spesso non ha alcuna influenza sulle ore realmente lavorate nei paesi in via di sviluppo». In alcuni di questi nemmeno la metà delle aziende rispetta la normativa sul lavoro. Le alternative, quali la flessibilità degli orari di lavoro o il part-time «non sono in pratica utilizzate a causa del loro impatto sugli stipendi nel caso di lavoro a bassa retribuzione oraria». «Dato che i limiti legali non sono da soli sufficienti a raggiungere questi obiettivi - si legge ancora nel rapporto - è necessario rafforzare alcuni meccanismi come le ispezioni e la conformità dei regolamenti d’azienda». Oltre al livello complessivo di sviluppo del paese, gli altri fattori essenziali nella determinazione del tempo di lavoro sono il sesso e l’età.