Lavoratori interinali: nuova bufera sul 118

Alessia Marani

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. E in pieno clima preelettorale è arrivata la firma del direttore generale del 118, Vitaliano De Salazar, a un nuovo bando di procedura a «gara aperta» - vale a dire senza concorso pubblico - per l’assunzione di ulteriori 95 precari. Un miniesercito di autisti-barellieri che l’azienda di via Portuense impiegherà a partire dal 10 giugno e fino al 9 agosto sulle 22 nuove ambulanze in arrivo. Tutti inquadrati con contratto BS (lo stesso a cui aspirano da anni diversi dipendenti interni) e, soprattutto, forniti da un’agenzia interinale privata (c’è tempo fino al 29 maggio per presentare l’offerta) a cui la direzione Ares 118 - in clima di ristrettezze e tagli selvaggi ordinati in tutti i settori dall’assessore Battaglia - offre un budget di tutto rispetto per appena due mesi d’impiego: 650.000 euro, Iva esclusa, e con la possibilità di aumentare l’importo per il servizio fino a un quinto.
Ci risiamo. Eppure la mobilitazione generale dei lavoratori di base del 118 è storia recente. Di fine gennaio il picchetto sotto il palazzo della Regione, sulla Cristoforo Colombo. Dello stesso mese una serie di assemblee interne al vetriolo. L’ultima, a dire il vero, c’è stata l’altra settimana quando l’emergenza-precari nel 118 è riesplosa in tutta la sua drammaticità. Tutto comincia nell’autunno scorso quando, nel malcontento generale, l’azienda decide di ricorrere al lavoro interinale. Duecento unità vengono reperite attraverso l’agenzia «Obiettivo Lavoro», tra questi 91 sono autisti-barellieri, contratti BS. La durata dell’ingaggio è per quattro mesi, dal 6 dicembre al 6 aprile. Prima protestano i «vecchi» autisti e infermieri: «L’ok all’impiego di interinali - dicono - era stato dato in virtù d’un accordo per cui l’azienda avrebbe indetto, nel frattempo, i bandi interni per i passaggi dalle posizioni A a B, da B a BS e da Bs a C, cosa che non è avvenuta. Non solo. I nuovi arrivati vengono resi operativi e messi in strada dopo un corso di formazione di appena 4 giorni». Si scopre che tra i nuovi assunti c’è persino chi, fino al giorno prima, serviva caffè e colazioni in un bar; mentre il consigliere regionale Tommaso Luzzi (An) in un’interrogazione alla Pisana (presentata per ben due volte e rimasta senza risposta) chiede come mai nell’elenco degli assunti a tempo figurino «persone che portano lo stesso cognome di noti dirigenti ed esponenti sindacali dell’Ares 118». Insomma, un bel pasticciaccio.
Allo scadere del mandato, ecco che la protesta si sposta agli stessi interinali. In duecento si erano illusi di avere messo «un piede dentro» all’azienda e ora si sentono «scaricati»: «Arrivederci e grazie», insomma. E alla vigilia della tornata elettorale non fa di certo bene al governo di giunta ulivista. A correre ai ripari ci pensa De Salazar prima prorogando al 30 aprile il termine, poi mettendo la sua firma in fretta e furia al nuovo bando di gara. Stessa pro-forma: mandato (e soldi) a un’agenzia di collocamento privata, stesse caratteristiche richieste agli operatori, ma con una postilla: «L’aggiudicatario del servizio - si legge nel bando - deve impegnarsi a mantenere operative le risorse umane utilizzate con contratti interinali e che hanno già acquisito una specifica professionalità nella risposta alle emergenza sanitarie». In pratica, il presupposto per il pressochè totale riassorbimento degli autisti barellieri con contratto scaduto. Almeno un «contentino» in attesa che arrivi il bello. Ovvero il maxi-concorso per l’ingresso nel 118, che i più speranzosi prevedono a giugno, ma che potrebbe slittare a dopo l’estate. Soprattutto, per vincere il quale i mesi prestati come interinale potranno valere come punteggio a favore. specialmente per quegli «omonimi» di cui sindacati e dirigenza debbono ancora dare conto.