LAVORAZIONI ARTISTICHE

Passato e presente a Lorsica entrano in un museo tutto dedicato ai famosi damaschi. La struttura in via di ultimazione - realizzata anche grazie alle fondazioni Carige e Cariplo - verrà inaugurata entro la fine dell'anno. «Sarà un museo didattico-didascalico - spiega il sindaco Aulo De Ferrari- Verrà distribuito su tre piani in cui verranno rappresentate tutte le fasi della realizzazione del prestigioso tessuto. Dalla descrizione dei gelsi e dei bachi da seta che anticamente erano molto diffusi nel territorio, agli antichi telai. Naturalmente verranno esposti anche alcuni tra i più bei manufatti antichi».
Un tempo in ogni casa, raccontano quelli del posto, c'era un telaio. Non solo a Lorsica, ma anche nei comuni vicini. È una tradizione antica che risale al 1300 e pare arrivi dalla Toscana, da Firenze (non manca però chi pensa che la lavorazione della seta provenga da Como). Modernizzazione, urbanizzazione, spopolamento delle campagne hanno rischiato di far scomparire l'antica arte. Ma una fabbrica risalente al 1500 ha resistito e continua a produrre i tessuti famosi e apprezzati in tutto il mondo. Si tratta della fabbrica De Martini. I «Re», vengono chiamati in paese. Una tradizione di famiglia che per trasmissione diretta è giunta fino a noi e che oggi vede la signora Clelia, la figlia Stefania e suo marito Alessandro portare avanti un'azienda florida. «Usiamo ancora un antico telaio, il telaio jacardes, realizzato da un nostro antenato», racconta Stefania che aggiunge: «Solo per preparare i fili e iniziare a tessere impieghiamo un mese. La produzione è interamente realizzata a Lorsica. Compriamo la seta grezza, la facciamo tingere e quindi la lavoriamo». La fama dei damaschi di Lorsica è dovuta alla speciale lavorazione che vede qualcosa come 15mila fili lavorati in un pezzo unico di stoffa. Questo conferisce alla tela quel particolare motivo in rilievo che la contraddistingue dalle lavorazioni industriali. «Fare un bel damasco - sospira Stefania - è una soddisfazione. Vedere il disegno che si forma, i colori...».