Lavori infiniti a piazza di Spagna, anche per Pasqua

Il restyling non piace a commercianti e residenti. Viabilità e passaggi pedonali al collasso

Alessia Marani

Lavori infiniti, disagi idem. Protestano i commercianti di piazza di Spagna contro i cantieri per il restyling. Dall’altra mattina sul lato di via dei Due Macelli, la fettuccia che arriva da via del Tritone, sono ricomparse le transenne. «Sono tornati gli operai - spiega Federico Calò, titolare della pelletteria Pier Caranti - hanno tolto e stuccato alcuni dei sampietrini appena messi. Oggi (ieri, ndr) la strada era ancora sbarrata. Siamo alla vigilia di Pasqua, la ristrutturazione doveva essere completata entro il 2005, ma ecco qua il risultato: pedoni ancora costretti a gimkane impossibili, parcheggi per i motorini inesistenti, taxi in sosta selvaggia su uno stallo spesso occupato da altri. I nostri solleciti all’amministrazione, anche attraverso l’associazione dei commercianti - continua -, si sono sprecati. I nostri consigli su come risolvere alcune semplici questioni logistiche, ignorati. La realtà è che su questo lato, esiste una piazza di Spagna di serie B». Due milioni e mezzo di euro (un milione e 900mila di fondi comunali, il resto stanziato da quelli per Roma Capitale) il «prezzo» per il nuovo look della piazza simbolo della Città Eterna. Un bando di gara tirato fuori dal cassetto del Campidoglio solo nel gennaio del 2005 dopo due anni di rinvii e rimpalli continui. Su come rifare la piazza rinascimentale su cui si affaccia la scalinata di Trinità dei Monti, i pareri non sono mai stati concordi. Soprattutto sull’opportunità di arrivare a una pedonalizzazione «piena» dell’area. «Nel dopoguerra - aggiunge ancora Calò - l’asse di via dei Due Macelli proseguiva dritto fino al Babbuino. Piazza Mignanelli era sfruttata come parcheggio. Oggi è stata creata una finta pedonalizzazione, soprattutto su questo lato dove, addirittura, sono state create tre direttrici che da via dei Due Macelli si immettono su via di Propaganda. Risultato? Un caos pazzesco. Gli spazi sono stretti e basta un’auto blu in doppia fila, o un motorino parcheggiato male a bloccare il passaggio». Nell’aprile 2005 il sindaco Veltroni proclama in grancassa il via dei lavori a piazza di Spagna. «Ma da noi - aggiunge Leonardo Calò, dell’ottica a fianco - il cantiere prende il via solamente a settembre. Una corsa di quattro mesi per chiudere alla meno peggio i battenti per il ponte dell’Immacolata, quando il Santo Padre dovrà benedire la statua della Vergine Immacolata. Tutto concluso? Macché. Solo un palliativo per evitare la figuraccia. I lavori riprendono e vanno oltre la data d’ultimazione prevista». Il Comune, dunque, elimina decine di posti per moto e motorini (e si dimentica di crearne altrettanti altrove), piazza fioriere in cemento a delimitare i passaggi taxi-auto-pedoni, allarga il marciapiede ma solo sul lato dell’Ambasciata Spagnola. «L’avevamo chiesto fin dall’inizio - aggiunge ancora Federico Calò - e così era stato auspicato anche dall’associazione dei negozianti di via dei Due Macelli, e basta vedere con i propri occhi per capire quanto sia necessario: ovvero allargare il marciapiede anche su questo lato, dove i pedoni non riescono a passare, e dove stentano anche passeggini e carrozzine per gli invalidi. Non solo. Non c’è posto per il carico e scarico merci. Senza contare che da tre anni sono in corso pure i lavori di restauro del palazzo di Propaganda Fide, con pedane che restringono ulteriormente gli spazi».