Lavori per metrò 5 L’hinterland sul piede di guerra

Sostengono di non voler essere costretti a fare ricorso ma la minaccia si avvertiva già quando l’incontro tra Giorgio Oldrini, sindaco di Sesto San Giovanni, Angelo Zaninello, primo cittadino di Cinisello Balsamo, e Giuseppe Manni, alla guida di Bresso, era stato fissato. «Si parlerà di una serie di contromisure tese a ridurre il disagio dei pendolari». I tre esponenti politici di centrosinistra la prossima apertura del cantiere per la realizzazione della metropolitana 5 non l’hanno proprio digerita così, pur di non assistere a quella che definiscono la «paralisi del nord Milano», hanno telefonato al prefetto per chiedere un nuovo incontro con il Comune di Milano, Provincia e Regione e trovare una «soluzione condivisa. In caso contrario «passeremo alle vie legali». Per i primi cittadini del nord Milano, infatti, la chiusura di alcune corsie in entrambi i sensi di marcia di viale Fulvio Testi a partire dalle prossime settimane riverserà a Sesto, Cinisello e Bresso migliaia di veicoli. «Nell’incrocio via Clerici-viale Fulvio Testi passano ogni giorno 54.000 vetture». Non si possono tutte deviare in viale Sarca e via Suzzani. «Questi sono solo palliativi», fanno sapere dall’ex Stalingrado d’Italia, delusa anche per «non essere stata avvertita dell’inizio dei lavori ma aver saputo dell’apertura del cantiere leggendo i cartelli stradali». Solo la scorsa settimana è stata organizzata una riunione tra i comandanti della polizia locale della zona che hanno incontrato i colleghi milanesi. Cinisello Balsamo però non ha partecipato.