Lavori pubblici, un protocollo per dettare regole più efficaci

Basta alle aste al ribasso: ora si punta su qualità e sicurezza

Il Comune di Roma avrà nuove regole per gli appalti, gli affidamenti di lavori pubblici e per le forniture di beni e servizi. A stabilirlo, ieri in Campidoglio, un protocollo che è stato firmato dal sindaco Veltroni, dall’assessore al Bilancio Marco Causi, dal suo collega dei Lavori Pubblici Giancarlo D’Alessandro e da Giancarlo Cremonesi, presidente dell’Acer (associazione costruttori edili romani).
Il protocollo prevede un cambio sostanziale per la vita delle imprese e dei lavoratori di Roma, proponendosi come obiettivo il miglioramento della qualità delle progettazioni, dell’organizzazione delle imprese, della pubblica amministrazione e della stabilità occupazionale. In sostanza le nuove regole prevedono il ricorso «all’offerta economicamente più vantaggiosa» che garantisce però, come sottolinea Veltroni, «in primo luogo la tutela dell’occupazione e della sicurezza del lavoro». Niente più, dunque, offerte al massimo ribasso, ma progetti che puntino alla qualità e all’innovazione.
Le modalità di valutazione dei criteri nei singoli bandi verranno definite nel dettaglio entro 90 giorni da un tavolo tecnico incaricato di studiare le garanzie progettuali, contrattuali e operative che le imprese dovranno indicare nell’offerta di partecipazione al bando di gara il percorso attraverso cui le commissioni di aggiudicazione potranno valutarli.
Cremonesi sottolinea l’utilità di questo protocollo che dovrebbe evitare che «le imprese irregolari, quelle che si sottraggono ai propri obblighi in materia di trattamento dei dipendenti e di sicurezza dei cantieri, rappresentino concorrenti sleali che minano alla base le regole di un mercato sano e corretto».
La firma di questo protocollo approda in un contesto radicalmente mutato grazie all’introduzione nel 2006 da parte del governo Berlusconi, del Codice di riordino degli appalti. È il deputato azzurro Francesco Giro a sottolineare la circostanza. «L’accordo siglato da Veltroni con i sindacati e le associazioni datoriali per l’affidamento dei servizi pubblici - ricorda il parlamentare di Forza Italia -, è stato reso possibile anche grazie all’approvazione, nel marzo 2006, del Codice sul riordino degli appalti. Una riforma che ha reso più europeo il nostro Paese, eliminando una serie di regole, applicate solo in Italia, che rendevano la materia rigida, farraginosa e non garantivano nessuno».
«Riteniamo ora necessario proseguire sulla strada della qualità e della trasparenza - aggiunge Giro - e premiare non solo l’offerta ma anche l’offerente. Proponiamo una meritocrazia dell’impresa, basata sulla qualità del lavoro, del rispetto dei tempi e della sicurezza, oggettivata secondo parametri precisi che attenuino la discrezionalità. Nei limiti della normativa vigente si dovrebbero istituire vere e proprie graduatorie a punti, che tengano conto del comportamento dell’impresa in un periodo di riferimento, considerando, ad esempio, il numero più o meno basso o nullo di incidenti o di contenziosi con l’amministrazione, in modo da premiare i comportamenti più virtuosi».