Lavoro, allarme della Uil: "Nel 2010 sono a rischio oltre 200mila impieghi"

Angeletti, segretario del sindacato, ha aperto il congresso: "La crisi non è finita. Ma nel 2009 con gli
ammortizzatori sociali salvati 400mila posti. Il governo vada avanti
così". Poi chiede la riforma fiscale dopo il voto: "Meno tasse a lavoratori e pensionati"

Roma - Nubi fosche sull'anno in corso. La crisi, che è stata "epocale, non è ancora finita" e per il 2010 "sono ancora a rischio più di
200 mila posti di lavoro". Questa la cifra indicata dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, nella relazione al XV congresso nazionale.
Nel 2009, tuttavia, ha aggiunto il numero uno della Uil "grazie al complesso degli ammortizzatori sociali messi in campo, sono stati
evitati circa 400 mila licenziamenti". Ecco perché, ha detto Angeletti al congresso, "noi chiediamo al governo di proseguire nella politica sin qui realizzata e di mettere in campo tutte le
risorse necessarie per governare le crisi aziendali ed evitare un disastro economico e sociale".
Il congresso, cui partecipano 1.250 delegati, si è aperto con il monologo di una lavoratrice in cassa integrazione sulla "crisi che mette tutti
in paro come la livella di Totò" scritto da Elisabetta Fiorito.

Riforma fiscale La Uil chiede anche al governo di avviare la riforma fiscale da subito,
puntando su un taglio del carico su lavoratori dipendenti e pensionati piuttosto che su una riduzione delle aliquote.
"Ora dobbiamo mettere mano a una riforma fiscale perché l’attuale sistema non funziona, incoraggia l’evasione ed è iniquo e
inefficace" ha detto Angeletti precisando: "Pensiamo che già nel 2010 si possa cominciare a costruire un nuovo modello fiscale grazie a
una concreta riduzione dell’evasione e finanziato con le risorse derivanti dalle plusvalenze sul trading finanziario e dai beni di lusso. Non abbiamo intenzione di aspettare il 2013 per avere una riduzione delle tasse. Subito dopo elezioni non staremo con le mani in
mano se non dovesse iniziare il confronto". Anche la Cisl vuole avviare il confronto con il governo questa primavera mentre la Cgil ha già indetto uno sciopero generale per il 12
marzo a tutela dell’occupazione, per interventi fiscali a vantaggio di lavoratori dipenenti e pensionati e per un cambio di marcia nelle
politiche sull’immigrazione.

Le intenzioni del governo Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aveva annunciato a inizio d’anno la riforma fiscale entro il 2010, frenato poi dal ministro
dell’Economia Giulio Tremonti secondo il quale c’è tempo fino al 2013, anno in cui termina la legislatura.
Tremonti, che domani interverrà al congresso della Uil, ha detto che la riforma si autofinanzierà e che non è facile ridurre le aliquote in un
Paese come l’Italia che ha un alto debito pubblico.
Per le famiglie la Uil ritiene che "invece del quoziente familiare sia più efficace introdurre un bonus di quantità significative per ogni figlio
a carico".

Sistema pensionistico Infine Angeletti ha ribadito come il sistema previdenziale italiano sia in equilibrio anche nel lungo periodo e sul quel fronte "la vera
riforma che dovremmo mettere in campo è quella per aumentare le pensioni".
Anche su questo tema, Berlusconi ha dichiarato di recente che le pensioni pesano sempre più sui conti pubblici e l’Italia ha posto il
problema a livello europeo. Al contrario il suo ministro dell’Economia ha ribadito che il nostro Paese non ha bisogno di riformare il proprio
sistema pensionistico a differenza di altri in Europa che si trovano ad affrontare squilibri rilevanti.

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