Lavoro, in un anno centomila occupati in più

da Roma

Quasi 100mila posti di lavoro in più nel 2005. Questa la principale conclusione della consueta indagine annuale di Unioncamere sulle previsioni di assunzione e fabbisogno professionale delle imprese italiane. Soddisfatto il ministro del Welfare, Roberto Maroni, che parla di «dati incoraggianti». Per il presidente di Unioncamere, Claudio Sangalli, «l’occupazione cresce in Italia grazie alle piccole e medie imprese».
Proprio il tessuto delle Pmi nel corso di quest’anno creerà oltre 92mila nuovi posti di lavoro, lo 0,9% in più rispetto al 2004. A sorpresa, la crescita più consistente dovrebbe realizzarsi nel Mezzogiorno (+1,7%). Segue il Centro (+1%) e il Nord-Est (+0,8%). Chiude la classifica il Nord-Ovest con un tasso di crescita dell’occupazione che si fermerà allo 0,4%.
Il saldo attivo di 92.470 nuovi posti è il risultato della differenza tra 647.740 nuove assunzioni e 555.260 uscite. Il tasso di crescita, quindi, è pari a +0,9%, in flessione dello 0,4% rispetto a quello realizzato lo scorso anno, quando l’aumento stimato è stato di 136mila unità. Nel calcolo delle singole regioni, Lombardia, Campania e Lazio sono quelle che insieme produrranno circa 30mila nuovi posti distribuiti in tutti i settori economici e in tutti i tipi d’impresa. Le aziende più dinamiche saranno quelle più piccole, con meno di 10 dipendenti seguite da quelle con meno di 50 addetti. Ancora in flessione, invece, la base lavorativa delle grandi industrie con oltre 250 dipendenti, che perderanno quasi 12mila posti di lavoro. Inversione di rotta per le medie imprese, quelle con una forza lavoro compresa tra i 50 e i 249 addetti. Rispetto al 2004, dovrebbero assumere 3.500 lavoratori in più.
Si tratta, precisa Maroni, di «dati incoraggianti: nonostante la crescita zero, l’Italia riesce a creare occupazione stabile. I posti di lavoro aumentano anche grazie alle riforme strutturali introdotte dalla legge Biagi». E poi «dimostra la vitalità del sistema Italia». Il ministro del Welfare sottolinea come ora sia necessario «spostare risorse, come quelle degli ammortizzatori sociali, al sistema delle pmi; dare sostegno a ricerca e sviluppo». Maroni ha, però, lamentato «un ritardo non giustificato» da parte delle Regioni nell’applicazione della norma sull’apprendistato.
Per Sangalli, «l’occupazione cresce grazie alle piccole e medie imprese che continuano a svolgere un ruolo sociale che merita rispetto e attenzione». Il bilancio più modesto rispetto al 2004 è la conseguenza «delle difficoltà che sta vivendo l’economia. È un prezzo salato che stanno pagando le imprese e che non fa altro che mettere ulteriormente in luce le trasformazioni in corso nel tessuto economico. A trainare l’occupazione - conclude il presidente di Unioncamere - saranno le imprese più innovative e quelle presenti stabilmente sui mercati internazionali».