Lavoro, il Comune dà una mano alle mamme

Settimana cortissima di soli quattro giorni, turni d’ingresso e uscita più flessibili, lavoro part time, permessi per seguire i figli a scuola, elasticità negli orari degli asili nido. Basta incompatibilità tra lavoro e famiglia. La maggior parte dei dipendenti del Comune (il 63 per cento) è donna: ben 5.858 su 10.903, di cui 39 occupano un posto da dirigente. Palazzo Marino per l’8 marzo vuol regalare loro la possibilità di organizzare meglio le giornate. Il che significa, soprattutto, più tempo da dedicare a figli e famiglia. L’impegno a cercare «nuove politiche di conciliazione» è dell’assessore Mariolina Moioli che è anche presidente del comitato Pari opportunità del Comune. «A fronte dei mutamenti nell’evoluzione del lavoro e dei modelli familiari - spiega - dobbiamo favorire l’emergere di una cultura e di una prassi della conciliazione tra tempo di vita e tempo di lavoro come una risorsa strategica per tutti».
Si parte dalla riduzione delle giornate occupate. Le 36 ore non saranno più divise in cinque, ma bensì in quattro giornate di nove ore ciascuna. Un privilegio, al momento, riservato soltanto a chi abbia figli tra i 3 e i 12 anni e soprattutto se la cosa «non entrerà in contrasto con le necessità del Comune e con le norme previste dal contratto». Un’altra proposta è permettere a quelle donne che non svolgano attività di sportello o siano insegnanti ed educatori, di poter posticipare di un tempo tra il quarto d’ora e i sessanta minuti l’orario di ingresso o di uscita. Recuperando, ovviamente, in giornata. Da introdurre, prima amministrazione pubblica a farlo, anche la formula del job sharing che consentirà a due donne in part-time di organizzare autonomamente l’orario a la mole di lavoro (giornalmente, settimanalmente, mensilmente) garantendo insieme il tempo pieno. Due ulteriori proposte prevedono per le madri con figli in età scolare una sorta di aspettativa estiva, un congedo non retribuito durante le vacanze scolastiche e la possibilità di inserire le visite a scuola e i colloqui con i professori tra i permessi retribuiti. Da settembre sarà in vigore la flessibilità oraria dei nidi. Sarà possibile accompagnare il bambino all’asilo seguendo le proprie esigenze d’orario: ad esempio dalle 7,30 alle 13 o dalle 13,30 alle 18. Previsti progetti di nido part time con frequenza o solo al mattino o solo al pomeriggio, con conseguente risparmio sulla retta da pagare. Il pacchetto di misure è già stato sottoposto dalla Moioli all’attenzione dei sindacati e ora è al vaglio dalla direzione centrale Risorse umane del Comune che ne dovrà giudicare l’effettiva fattibilità. «Purtroppo - ricorda l’assessore - due part time costano più di un contratto a tempo pieno».