Lavoro, in crescita le retribuzioni : +3,5%

A febbraio l’indice
delle retribuzioni contrattuali orarie ha presentato una variazione di
più 0,3% rispetto al mese precedente e un incremento del 3,5% rispetto a febbraio 2008

Roma - Nel mese di febbraio 2009 l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie ha presentato una variazione di più 0,3 per cento rispetto al mese precedente e un incremento del 3,5 per cento rispetto a febbraio 2008. L’aumento registrato nel periodo gennaio-febbraio 2009, in confronto al corrispondente periodo dell’anno precedente, è del 3,9 per cento. Secondo i dati diffusi dall’Istat, le variazioni congiunturali dello 0,8 per cento dell’indice orario delle retribuzioni contrattuali registrata nel mese di gennaio e dello 0,3 nel mese di febbraio 2009 sono il risultato di numerose applicazioni contrattuali.

Gli aumenti contrattuali Per quel che riguarda gli eventi contrattuali che riguardano i comparti della dirigenza del pubblico impiego, non inclusi negli indici mensili delle retribuzioni, nel mese di gennaio è stata corrisposta l’indennità di vacanza contrattuale (riferita al biennio 2006-2007) ai dirigenti delle agenzie fiscali e della presidenza del consiglio dei ministri (incrementi dell’indice orario rispettivamente pari a 0,4-0,6%); la medesima indennità è stata corrisposta ai dirigenti degli enti pubblici non economici con riferimento anche al biennio 2008-2009 (più 1,1%). Nel mese di febbraio l’indennità è stata pagata ai dirigenti della ricerca (entrambi i bienni con una variazione media dell’1,6%) e dei monopoli (relativa al biennio 2006-2007 e con una variazione dello 0,6 per cento), rileva l’Istat. Nel mese di febbraio, a fronte di una variazione tendenziale media di più 3,5%, gli incrementi più elevati si osservano per: edilizia (6,8%), regioni e autonomie locali (5,5%), servizio sanitario nazionale (5,4%) e legno carta e stampa (5,3%). Gli incrementi minori riguardano i servizi di informazione e comunicazione (0,9%), militari-difesa e forze dell’ordine (rispettivamente 0,7 e 0,6%) ed estrazione di minerali (0,5 per cento). La variazione risulta nulla per energia e petroli. Relativamente all’insieme dei contratti monitorati dall’indagine nel mese di gennaio si registra il recepimento dei seguenti accordi: trasporti aerei terra, piloti, assistenti di volo, società e consorzi autostradali, servizi portuali, agenzie fiscali e monopoli; nel mese di febbraio i contratti rinnovati sono stati trasporti marittimi, ministeri, enti pubblici non economici e scuola.

I contratti in corso Conseguentemente, alla fine di febbraio risultano in vigore 55 contratti che regolano il trattamento economico di circa 10,6 milioni di dipendenti; a essi corrisponde un’incidenza in termini di monte retributivo pari al 79,1%. Per contro, risultano in attesa di rinnovo 21 accordi relativi a circa 2,4 milioni di dipendenti e al 20,9% del monte retributivo totale.La quota di contratti nazionali vigenti sottende situazioni differenziate a livello settoriale: a febbraio per i settori agricoltura e industria si rileva una copertura totale; una quota di copertura elevata (81,4%) si registra nel settore dei servizi privati mentre un grado di copertura inferiore si osserva nel settore della pubblica amministrazione (46,2%), rileva l’Istat. L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l’intera economia, proiettato per l’anno 2009 in base alle sole applicazioni previste dai contratti in vigore alla fine di febbraio 2009, registrerebbe un incremento del 2,9 per cento.Con riferimento al semestre marzo-agosto 2009, in assenza di rinnovi il tasso di crescita tendenziale dell’indice generale registrerebbe una diminuzione passando 3,5% di marzo 2009 al 2,1% alla fine del semestre. Occorre ribadire che queste proiezioni si basano sulle disposizioni definite dai contratti in vigore alla fine del mese di febbraio e che, nell’interpretarle, si deve tenere conto dell’incidenza dei contratti scaduti o in scadenza. A febbraio 2009, relativamente all’intera economia, la quota di dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 18,7%, in diminuzione rispetto al gennaio 2009 (28,9%) e in marcata riduzione rispetto a febbraio 2008 (55,4%). I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto a febbraio 2009 sono in media 14,1, in aumento di 1 mese rispetto a gennaio 2009 e di oltre 3 mesi rispetto a un anno prima. L’attesa media distribuita sul totale dei dipendenti è di 2,6 mesi, inferiore di 1,2 mesi rispetto a gennaio 2009 e di 3,1 rispetto a febbraio 2008.