Lavoro, due morti a Milano e uno a Palermo Mineo, autopsia: le vittime sono annegate

A Settimo Milanese crolla un
ponteggio di circa 20
metri: due egiziani perdono la vita, uno è in coma (<em>nella foto</em>). A Termini
Imerese un operaio muore sul colpo cadendo da un'impalcatura. <a href="/a.pic1?ID=268767"><strong>Il cordoglio del capo dello Stato</strong></a>: &quot;Necessario salvaguardare la vita nei luoghi di lavoro&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=268772">Mineo, autopsia: le vittime sono annegate</a></strong>

Palermo - Non si ferma lo stillicidio legato al lavoro. Milano e Palermo legate da due eventi tragici: a Settimo Milanese due persone hanno perso la vita nel crollo di un ponteggio a circa 20 metri di altezza di un palazzo di sei piani in costruzione; a Termini Imerese un operaio di 44 anni è morto sul colpo cadendo da un'impalcatura.

Due vittime a Settimo Milanese È di due morti, un ferito gravissimo e un ferito lieve il bilancio del crollo di un ponteggio a circa 20 metri di altezza di un palazzo di sei piani in costruzione in via don Minzoni a Settimo Milanese, nell’hinterland del capoluogo lombardo. Le due vittime, Mohamed e Omar, entrambi egiziani, avevano 27 e 28 anni e dai primi accertamenti non risulterebbero iscritti nella banca dati dei lavoratori e potrebbero quindi essere stati assunti "in nero". Il ferito, ricoverato alla clinica Humanitas di Rozzano è in gravi condizioni ma i medici parlano di "cauto ottimismo" sulle sue possibilità di recupero. Una quarta persona infine ha avuto un malore vedendo i colleghi precipitare. Il 27enne, secondo quanto riferito da un cugino, viveva a Milano col fratello da circa 3 anni. Il cantiere edile in cui si è verificato l’incidente è stato aperto per la realizzazione di un grosso complesso residenziale. Dai primi accertamenti il ponteggio, che occupa due facciate di un intero palazzo, da cui sono cadute le vittime, sembrerebbe "bucato" in un solo punto. Il crollo potrebbe essere stato quindi la conseguenza di un sovraccarico di peso. Dai ponteggi pende però anche un carrello per il carico dei materiali. Non si esclude quindi che possa essere stato questo, forse troppo carico o col peso squilibrato, a provocare l’incidente. Un’altra ipotesi è invece quella che gli operai, intenti a smontarlo, abbiamo commesso qualche passo falso.

Un operaio morto a Termini Imerese Questa volta a Termini Imerese (in provincia di Palermo) Domenico Cagnina, un operaio 44enne di Trabia, è caduto da un’impalcatura da circa tre metri, morendo sul colpo. L’uomo, un lavoratore impiegato nella locale centrale termoelettrica Enel, stava eseguendo dei lavori di manutenzione ai supporti meccanici, unitamente ad altri operai. L’azienda ha subito precisato che Cagnina non era un dipendente Enel, ma un impiegato della ditta appaltatrice Marine Srl di Messina. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale Stazione e della Compagnia cittadina che stanno eseguendo i rilievi tecnici oltre a sentire i testimoni presenti, unitamente a personale del 118, che ha constatato il decesso dell’uomo. Indagini in corso, per accertare la responsabilità di terzi o se si è trattato di un malore accusato dall’operaio mentre eseguiva lavori di manutenzione. Nel momento dell’incidente sul posto c’era anche il figlio dell’operaio. A terra è stato trovato un casco, ma non è certo che lo indossasse al momento della caduta.