Lavoro nero: la Gdf scopre 21mila casi

Nei primi otto mesi dell'anno le Fiamme gialle hanno scovato 21.384 lavoratori in nero e irregolari: record in Campania

Milano - Nei primi 8 mesi dell’anno la Guardia di Finanza ha scovato 21.384 lavoratori in nero e irregolari: un risultato superiore di oltre il 13% rispetto a quello conseguito nello stesso periodo del 2006 (18.898). Il maggior numero di lavoro sommerso è nel sud, con la Campania in prima fila con 3.263 casi. Complessivamente nelle regioni meridionali è presente il 37% delle posizioni irregolari verbalizzate dalle Fiamme Gialle.

Di contro, nel Nord e nel Centro Italia la percentuale di lavoratori in nero ed irregolari si è attestata rispettivamente intorno al 31 e al 32%. Le Regioni risultate più esposte al fenomeno sono state: nel Nordo la Lombardia (2.337 casi) e il Veneto (1.497 casi); nel Centro il Lazio (2.819 casi) e le Marche (1.150 casi) e nel Sud, la Campania (3.263 casi) e la Sicilia (1.500 casi). In assoluto, la Regione ove sono state individuate le maggiori irregolarità è la Campania (con il 15% dei casi), seguita dal Lazio (13%) e dalla Lombardia (11%). Molti casi di «lavoro nero» ed irregolare sono stati scoperti tra le attività di servizi alle imprese e manifatturiere, le attività alberghiere e di ristorazione, e le costruzioni.

Sotto il profilo dell’evasione fiscale, inoltre, le attività ispettive svolte dalla Guardia di Finanza hanno consentito il recupero di ritenute non operate e non versate sulle retribuzioni erogate «in nero» per oltre 114 milioni di euro, con un incremento del 26% rispetto all’analogo dato dell’anno scorso (più di 90 milioni).