Lavoro, Palazzo Chigi deciso a sfidare i sindacati

Cassa integrazione da modificare. La Cgil fa già muro: "Semmai va estesa". Si pensa al sostegno degli stipendi

L’intenzione è di applicare il metodo taxi (e pensioni) anche al lavoro. D’altro canto le liberalizzazioni e la riforma che ha trasformato la nostra previdenza pubblica, che era la più generosa del Continente, in una polizza vita costosa e poco conveniente, hanno suscitato proteste tutto sommato contenute. Quindi avanti tutta sul lavoro: le parti sociali verranno ascoltate, gli si ricorderanno i richiami europei sulle anomalie del nostro mercato del lavoro poi il governo troverà «una sintesi». Se arriveranno gli scioperi, compreso uno generale, pazienza.

È sempre più chiaro che il governo non intende cercare compromessi sulla sostanza; al massimo salverà la forma, evitando di nominare l’articolo 18, ma l’intenzione è di lasciare il segno. Se ne sono accorti ieri i principali sindacati i cui leader hanno interpretato le ultime uscite del premier Mario Monti e del ministro Elsa Fornero come una sfida. «Deve essere chiaro che una trattativa deve avere una mission», è l’avvertimento di Luigi Angeletti, segretario generale della Uil. In sostanza, i sindacati possono concedere qualcosa, ma anche il governo deve fare altrettanto. «Dobbiamo sapere se vogliamo fare un accordo o solo uno scambio di opinioni». Il primo incontro è finito con un nulla di fatto, soprattutto perché la Fornero ha detto che l’intenzione è cambiare il sistema degli ammortizzatori e superare alcune forme di cassa integrazione. Riformare la cassa integrazione? «Sì, perché va estesa, va estesa anche la contribuzione a tutte le imprese», ha ribattuto oggi il segretario generale della Cgil Susanna Camusso. Anche Raffaele Bonanni, segretario Cisl che del confronto senza pregiudizi ha fatto un marchio di fabbrica, sente puzza di bruciato: «Non commento le indiscrezioni o le provocazioni di qualche giornale. Speriamo che il governo non cada nel tranello di alimentare le ipotesi più disparate e inverosimili. La Cisl è per trovare una sintesi, con una trattativa senza paletti che privilegi una soluzione condivisa da tutte la parti sociali e dalla maggioranza parlamentare». Mercoledì si terrà un incontro preliminare tra le parti sociali in vista del nuovo confronto con il ministro del Lavoro sulla riforma. Sindacati, Confindustria, Rete imprese, Abi e Ania cercheranno di trovare alcuni punti in comune, unica possibilità per incidere nelle scelte del governo.

Una delle leve potrebbe essere quella fiscale. Continuano le indiscrezioni sulle riduzioni delle aliquote finanziate dalla lotta all’evasione. Un modo per sostenere i salari che - come ha segnalato ieri l’Istat - nell’ultimo anno sono rimasti al palo. Le buste paga nel 2011 sono aumentate dell’1,8 per cento, come non accadeva da 12 anni. Qualcuno però si è salvato: chi lavora nei Conservatori di musica, nell’accademia nazionale di danza o di arte drammatica ha visto il salario aumentare del 4,6%. Crescite ben superiori alla magra media complessiva sono state registrate anche da giornalisti (+3%) dipendenti delle scuole private, soprattutto se laiche (+3,4%). Aumenti che non sono frutto di decisioni prese nell’annus horribilis degli stipendi, semmai effetti di rinnovi contrattuali che erano scaduti da anni. Se il governo darà il suo contributo a invertire questa tendenza, anche le riforme più radicali diventeranno accettabili.