Lavoro, Sacconi lancia l'allarme:"Rischio di ritorno del terrorismo"

Il ministro del Welfare: "L’Italia ha conosciuto l’anomalia di circa 40 anni di terrorismo. Oggi vedo una sequenza dalla violenza verbale, alla violenza spontanea, alla violenza organizzata che mi auguro non arrivi ancora una volta anche all’omicidio come è accaduto dieci anni fa col povero Marco Biagi"

Rigetta in maniera assoluta il termine "licenziamenti facili" perché "falso". Al contrario il governo sta lavorando "alle protezioni dei lavoratori", augurandosi che "anche le imprese, collettivamente, facciano la loro parte". Il ministro Sacconi dopo aver lanciato la ricetta sulla riforma del lavoro, contenuta nella lettera inviata dal governo a Bruxelles, ha paura non per se stesso, ma per le persone che gli stanno accanto. 

Intervistato su Sky Tg24, il ministro del Welfare ha espresso la sua preoccupazione: "L’Italia ha conosciuto l’anomalia di circa 40 anni di terrorismo. Oggi vedo una sequenza dalla violenza verbale, alla violenza spontanea, alla violenza organizzata che mi auguro non arrivi ancora una volta anche all’omicidio come è accaduto, l’ultima volta dieci anni fa proprio con il povero Marco Biagi nel contesto di una discussione per molti aspetti simile a quella di oggi. Perché già allora parlavamo non di licenziamenti facili - termine che è assolutamente falso - ma, piuttosto, di come incoraggiare le imprese a intraprendere, ad assumere, ad ampliarsi, a crescere anche attraverso l’idea che se poi le cose non andassero bene, se poi le cose si rivelassero difficili, le imprese, come hanno fatto il passo in avanti dovrebbero fare magari anche un mezzo passo indietro".

Il ministro non nasconde il suo timore per la situazione attuale. "Ho paura ma non per me perché sono protetto. Ho paura per persone che potrebbero non essere protette e proprio per questo diventare bersaglio della violenza politica che nel nostro paese non si è del tutto estinta".

Sacconi ha poi fatto un accenno alla proposta sul lavoro del senatore del Pd Pietro Ichino (3 anni di protezione per i lavoratori licenziati) e l'ha definita  "interessante. Con ideee molto simili alle nostre".

Sul tema è intervenuto anche il segretario del Pd, Pierluigi Bersani che ha dichiarato: "Invito il governo a spegnere la miccia che ha acceso e mettersi a ragionare seriamente". Poi ha aggiunto: "Basta diversivi e alzate di ingegno che aggravano la situazione invece di risolverla".

La Cgil guidata dalla Camusso chiede invece le prove delle dichiarazioni del ministro. "Mi auguro che Sacconi parli perché ha elementi e non per inquinare un clima difficile", ha detto la Camusso ospite a In Mezz’ora su Raitre. "Questi argomenti vanno trattati con grande cautela, sennò poi si rischia di invocare le cose...". Se ci "sono elementi, ha continuato la leader della Cgil, "è giusto che la politica discuta e il Parlamento decida cosa fare".

Netta anche la reazione dell’Idv: "Sacconi ha innescato la bomba, a cominciare dall’articolo 8 sui licenziamenti inserito in Finanziaria, e ora grida aiuto...", ha sottolineato il responsabile Welfare del partito, Maurizio Zipponi.