L'avvocato di Saddam vuole fare processare Tony Blair

Il legale cita l'intervista alla Bbc in cui l'ex premier dice che avrebbe attaccato l'Irak anche senza la minaccia delle armi di distruzione di massa

L'ex avvocato del leader iracheno Saddam Hussein vuole far processare l'ex premier britannico Tony Blair per aver portato la Gran Bretagna in una «guerra illegale», anche sapendo che Bagdad non aveva le famigerate armi di distruzione di massa.
L'avvocato italiano Giovanni di Stefano, che ora assiste l'ex premier iracheno Tareq Aziz, ha scritto al procuratore generale, principale consulente legale del governo di Londra, per chiedere un «nulla osta all'azione legale» contro Blair.
Secondo una lettera a firma Di Stefano, inviata dallo Studio Legale Internazionale (che ha sede a Roma) a Londra, di cui è entrata in possesso l'agenzia France Presse, Blair «ha violato la convenzione di Ginevra del 1957», coinvolgendo il suo Paese in una guerra «non giustificata da una necessità militare, e condotta in maniera illegale e gratuita».
A sostegno della sua tesi, il legale cita l'intervista a Blair trasmessa dalla Bbc, nella quale l'ex primo ministro ha dichiarato che egli sarebbe andato alla guerra in Irak anche se Saddam Hussein non avesse avuto armi di distruzione di massa, la motivazione usata all'epoca, perché questi era «una minaccia per la regione».
«Ciò conferma che il vero motivo per attaccare l'Irak era il cambiamento di regime e non quello che Blair disse agli elettori britannici, al parlamento e ai media nel 2003», afferma Di Stefano. No comment finora dal ministero della Giustizia e dall'ufficio del procuratore.