Lazard divorzia da Borghesi e volta pagina

I contrasti tra i grandi soci sulle strategie future. Il presidente Rosen: «Non temo la fuga di clienti»

Marcello Zacché

da Milano

Per Lazard Italia finisce un’epoca: il nuovo amministratore delegato si chiama Giancarlo Scotti, ha 44 anni, e viene dall’interno, responsabile per la maison francese del settore immobiliare a livello europeo.
Arnaldo Borghesi lascerà l’incarico di numero uno nel prossimo consiglio d’amministrazione, convocato per il 24 gennaio. Se ne va seguendo Gerardo Braggiotti, dimissionario la primavera scorsa. Con loro se ne vanno i due che Lazard Italia avevano fondato: Braggiotti da «fuoriuscito» di Mediobanca, nel 2000, e Borghesi da ex socio di Guido Roberto Vitale. Si chiamava, all’inizio, Lazard Vitale&Borghesi. Da ora, di quei protagonisti, non resta nessuno.
Scotti rappresenterà, al tempo stesso, continuità e rottura: è in via dell’Orso dal 1996, si è occupato di un settore importante come quello del mattone ed era già uno degli «ad» del gruppo, amministratore delegato di Lazard Real Estate. Una soluzione interna dunque, che evita il «commissariamento», evocato a varie riprese, da parte di un manager Usa. Ma che, a torto o a ragione, può essere considerata una scelta di transizione: se i grandi soci del gruppo Lazard avessero voluto dare una segnale chiaro di rilancio per la filiale italiana, avrebbero magari puntato su un nome di grido e, a suon di milioni di euro, avrebbero assoldato un top merchant banker.
Per questo, dice qualcuno che le cose Lazard conosce bene, Scotti è il manager a cui spetterà anche il compito di ricalibrare il tiro delle attività in Italia. Che potrebbero anche passare da un ridimensionamento globale di una struttura che conta oltre 110 banchieri e che costa una fortuna, in un momento storico non particolarmente florido di attività economica e finanziaria.
Anche perché la rottura con Borghesi, e quindi con il passato, è apparsa chiara, al punto che lo stesso numero uno del gruppo ha dovuto chiarire, con un comunicato, che non aveva dato le dimissioni, in attesa del cda del 24. Il contrasto tra Borghesi e i soci sul futuro di Lazard Italia è apparso netto e insanabile, e probabilmente risale già dai tempi dell’addio di Braggiotti, visto che entrambi i partner italiani sono stati tra i più strenui oppositori della quotazione in Borsa di Lazard. Il presidente di Lazard Italia, Jeffrey Rosen, è intervenuto in serata. Non ha voluto commentare i dissensi con Borghesi, ma ha detto di non temere, ora, la «fuga di clienti».