Il laziale Di Canio rivela le telefonate blucerchiate sul calcio scommesse

Per l’inchiesta sulle presunte combine che coinvolgono il Genoa domani a Roma il capo della Figc Italo Pappa ascolterà Matteo Preziosi

Paola Balsomini

A trentasette anni, gran parte trascorsi nel calcio, può dire di averne viste di tutti i colori. Dal saluto fascista ai tifosi della Lazio, al premio fair play ricevuto in Inghilterra per non aver segnato dopo aver notato un avversario, a terra, infortunato. L’interrogatorio di venerdì, quindi, nella caserma di Forte San Giuliano davanti al pm Alberto Lari che sta indagando sul filone del calcio scommesse non sembra averlo preoccupato più di tanto. Anzi, quello che aveva dire lo ha detto, come sempre del resto. E allora Paolo Di Canio candidamente, a fine colloquio ha ammesso: «Sono stato chiamato dai pm perchè in due intercettazioni telefoniche si fa il mio nome. Prima a parlare di me sono due giocatori e poi c’è anche la voce di uno scommettitore». Il filone legato al calcio scommesse, quindi, sembra destinato ad allargarsi: prima Flachi, poi gli altri blucerchiati Bazzani e Carrozzieri, ora anche il laziale Di Canio, compagno di squadra proprio del numero nove della Sampdoria. La gara sotto accusa è Roma-Lazio che si è disputata a maggio. «Due giocatori - spiega Di Canio - dicono: questa cosa non succederà mai perchè Di Canio farebbe un macello, quindi, questa cosa non potrebbe mai accadere». Di Canio, poi, rivela l'altra intercettazione dello scommettitore, spiegando che su questa «mi hanno chiamato perchè non c'è il condizionale». «Non si fa più niente - racconta il laziale citando il testo del colloquio - perchè quel fascista di Di Canio non farà mai questa cosa. E chiaro che sono un pò infastidito perchè ho fatto mille chilometri, però, ne esce fuori che sono un incorruttibile e questo è un complimento».
Tra gli altri giocatori ascoltati come «impersone informate dei fatti», ma che non risultano indagati, ci sono anche Flachi e Bazzani che durante una telefonata parlerebbero proprio del derby della capitale. Le indagini intanto continueranno anche la prossima settimana, quando saranno sentiti tesserati di altri club. «Chiacchiere da bar» avevano fatto sapere dalla Procura ma la documentazione potrebbe passare alla Figc, che potrebbe decidere di aprire un’indagine. In questo caso si parlerebbe di «scommesse illecite» ma senza il coinvolgimento diretto dei club, tra i quali proprio la Sampdoria che ha già dichiarato che l’inchiesta riguarda «Soggetti privati». Comunque le carte delle intercettazioni sembrano destinate a finire tra le mani del Capo dell’Ufficio Indagini Italo Pappa. In caso di un rinvio a giudizio dei giocatori e di un’eventuale processo le pene andrebbero da una forte multa (dai 15 mila euro) ai tre mesi di squalifica. Prima però il procuratore federale Frascione dovrebbe dimostrare che sulle gare sospette c’era anche un giro di scommesse da parte dei calciatori.
E intanto domani potrebbe essere un giorno decisivo anche per il Genoa, visto che a Roma sarà ascoltato Matteo Preziosi, mentre martedì saranno trasmessi gli atti per la Disciplinare e potrebbe arrivare il rinvio a giudizio per il club rossoblù. Treviso e Ascoli sperano di finire in serie A, mentre a ruota il Napoli confida nella B per la mancata iscrizione di Salernitana e Torino: «Aspettiamo una comunicazione ufficiale - dice il direttore generale Pierpaolo Marino - visto che si leggono e si dicono tante cose diverse, noi comunque speriamo in un ripescaggio».
Il Bologna invece, appena retrocesso nella cadetteria, è legato soltanto alle sorti del Messina: «Il comunicato della Federazione è chiaro - spiega il presidente Cippollini - in caso di esclusione di una squadra promossa passano quelle che hanno disputato lo stesso campionato.Il futuro del Bologna non dipende dal Genoa e comunque non speriamo certo nelle disgrazie altrui, visto che non è nel nostro stile».