Laziali pazzi per Zarate-kid, dal Qatar con furore

Doveva essere la Lazio di Carrizo o di Pandev, è stata un po’ a sorpresa quella di Mauro Matias Zarate, il ventunenne argentino giunto a Roma accompagnato dal suono della grancassa ma ridimensionato dal precampionato. Un po’ grassottello, disse qualcuno quando lo vide comparire sorridente a Fiumicino. Bravo ma non gli piace correre, disse qualcun altro dopo qualche settimana di preparazione. E anche lo stesso tecnico Delio Rossi, che ama i soldatini disciplinati e atletici, non sembrava troppo soddisfatto. E a Cagliari, domenica, lo ha messo in campo solo per l’assenza della punta titolare, quel Tommaso Rocchi, tornato infortunato dall’esperienza con la nazionale olimpica a Pechino. E che al suo ritorno in campo, probabilmente a ottobre, troverà forse un’inattesa concorrenza nella non più pingue figura di questo mite argentino che sembra proiettato in un sogno. Lui e tutta la tifoseria biancoceleste, che già lo adora. Se non altro perché grazie a lui - e alla sua doppietta a Cagliari: un rigore e un pallonetto - dopo tempo immemore la Lazio può guardare dall’alto in basso la Roma. D’accordo, è passata solo una domenica e probabilmente il superiore organico dei cugini giallorossi finirà alla lunga per avere la meglio. Ma il tifoso, si sa, pensa all’oggi, mica al domani.
E chissà che un eventuale boom di zarate non possa far risalire nei cuori dei sostenitori biancocelesti le azioni del pochissimo amato presidente Claudio Lotito, l’unico che su Zarate sembrava non avere dubbi: «Sarà una delle rivelazioni del campionato», aveva detto il patròn, prima di fare addirittura accostamenti con Leo Messi. Ora gli sbeffeggiatori di professione (e per partito preso) facciano almeno la cortesia di pazientare.
E sì che «Maurito», così è chiamato dalla mamma Zarate, è un predestinato. Suo nonno era nazionale cileno, suo padre giocava nell’Indipendiente Avellaneda e, quattro dei suoi cinque fratelli, hanno avuto fortuna col pallone. Uno di questi, Sergio Fabian - che ora è diventato il suo agente - ha anche militato nella serie A italiana nella stagione 1992-93 indossando la maglia dell’Ancona, senza lasciare traccia alcuna, se non qualche sporadica e poco lusinghiera citazione in Mai dire gol. Lui, Mauro, ha iniziato nelle giovanili del Velez Sarsfield per poi debuttare a soli 18 anni con la maglia della prima squadra. Con la Nazionale Under 20 ha conquistato nel 2007 il Mondiale di categoria segnando il gol decisivo alla Repubblica Ceca) e poi è passato in Qatar nell’Al Saad. Poi una breve parentesi al Birmingham City e infine la Lazio. E Zarate sembra essere stato riscoperto anche in patria: «Per Zarate Kid un debutto da sogno nel campionato italiano», scrive il Clarin, il maggiore quotidiano argentino. Zarate Kid, il supereroe che non ti aspetti.