Lazio, acque agitate in casa An

Mentre a livello nazionale la netta affermazione del centrodestra alle recenti amministrative ha lasciato poco spazio alle interpretazioni, nel laboratorio politico Lazio risultati in chiaroscuro come quelli di Frosinone e Latina hanno provocato fibrillazioni all’interno della Cdl e di An in particolare.
Già martedì scorso il presidente del gruppo Misto al Comune di Roma, Fabio Sabbatani Schiuma, aveva parlato di «Caporetto nel Lazio, dove si sommano le tessere ma si perde una valanga di voti, a furia di epurazioni ed espulsioni», sottolineando «il calo di consensi registrato da An a Frosinone, Rieti e a Latina». E a far discutere è proprio il caso del comune pontino, dove il ballottaggio tra il sindaco uscente Vincenzo Zaccheo e il candidato dell’Unione, Maurizio Mansutti, è stato determinato in larga misura dall’ottima performance di Fabrizio Cirilli - che ha ottenuto il 22 per cento dei consensi -, consigliere regionale, nonché altro fuoriuscito eccellente di An, appoggiato da due liste civiche: «Liste di disturbo che hanno disperso voti» le ha definite ieri su un quotidiano il «federale» Gianni Alemanno, secondo cui i fuoriusciti rappresenterebbero la conseguenza della chiusura di un ciclo politico.
Ma sempre nella giornata di ieri, l’analisi dell’ex ministro dell’Agricoltura ha avuto come effetto primario quello di gettare altra benzina sul fuoco. «Liste di disturbo con il 22 per cento - commenta il senatore Francesco Storace, dimessosi in mattinata dall’assemblea nazionale del partito -? Non si sottovaluti quello che succede: fra un anno si vota per la Provincia di Roma, tanto per citare un caso...». «Dopo gli schiaffi presi a Latina, Frosinone e Rieti - rincara la dose Schiuma - l’attuale coordinatore regionale Francesco Aracri dovrebbe andarsene a casa, se avesse un po’ di dignità». «Sono sicuro - è la replica di Alemanno - che nel prossimo congresso regionale Aracri sarà rieletto unitariamente a conferma dell’ottimo lavoro svolto in questi anni. In quella sede proseguiremo nella costruzione del progetto politico che abbiamo tracciato nel congresso romano».
E se il deputato Fabio Rampelli definisce «pretestuose» le richieste di dimissioni di Aracri e «disdicevole» la candidatura di Cirilli («un consigliere regionale eletto con i voti degli elettori di An»), lo sfidante di Alemanno alle assise dell’Eur, il senatore Andrea Augello, invita «il centrodestra a dialogare con Cirilli in vista del secondo turno, senza aprire inutili cacce alle streghe. Tuttavia quanto accaduto a Latina è sintomo di un problema politico che non può essere ignorato». Sull’ipotesi di un futuro congresso regionale «unitario» Augello non si sbilancia: «Di sicuro, dopo aver posto una serie di questioni in occasione del congresso romano, non ci sarà una mia nuova candidatura. Ora il grande terreno di confronto non potrà che essere quello delle prossime Provinciali».