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Giacomo Legame

Sarà un’ondata influenzale «buona» quella attesa nei prossimi giorni. Soprattutto con gli anziani, che nel Lazio - a causa del timore di contagio per l’aviaria - si sono fatti vaccinare in percentuale maggiore al 70 per cento. A tracciare un quadro della situazione è Maria Corongiu, vice segretario regionale della Fimmg, la federazione dei medici di medicina generale.
«Quest’anno ci aspettiamo un'annata particolarmente blanda - spiega Corongiu -. Anche se il virus in circolo non è stato ancora isolato, alcuni test eseguiti in Francia hanno dimostrato una totale copertura vaccinale. Questo significa che l’influenza è causata dagli stessi ceppi virali presenti nel vaccino, quindi chi ha ricevuto il farmaco immunizzante sarà molto ben protetto.
E quest’anno nel Lazio - continua il medico -, a causa dei diffusi timori relativi all’influenza aviaria, i vaccinati sono molti, soprattutto tra gli anziani. Gli over 65 protetti, nella regione, sono circa il 20 per cento in più rispetto allo scorso anno. E lo dimostrano i dati sull’incidenza influenzale che, al momento, ha colpito nel Lazio solo lo 0,38 per cento della popolazione anziana».
La dottoressa Corongiu, inoltre, aggiunge anche un secondo motivo per il quale ci si aspetta virus poco aggressivo: «Lo scorso anno abbiamo registrato una forte diffusione soprattutto tra gennaio a febbraio - spiega -. Quest’anno, visto che il virus è dello stesso ceppo rispetto a quello del 2005, diverse persone saranno risparmiate perché conservano un po’ di immunità dall’anno precedente». Ma nonostante la protezione di cui godono i numerosi vaccinati, da lunedì, con la riapertura delle scuole e degli uffici, «comunque il virus comincerà a circolare di più - specifica il vice segretario regionale della Fimmg -. E i casi da sporadici diventeranno un po’ più frequenti. Si prevede che l’influenza raggiungerà la consueta circolazione di tipo epidemico circa alla fine di gennaio».
Ma la dottoressa si aspetta che un’altra fascia, oltre a quella degli «over 65», verrà in parte risparmiata dal virus: quella dei bambini dai 5 ai 14 anni. «Anche molti bambini sono stati vaccinati: non quanto gli anziani, ma comunque in misura considerevole. Anche per loro, dunque - osserva il rappresentante dei medici di famiglia - si può supporre che l’impatto del fenomeno influenzale risulterà meno marcato». Al momento l’incidenza dell'influenza per la fascia di età 5-14 anni è risultata dell’1,47 per cento. I più colpiti dal virus, invece, sono i piccoli fino a quattro anni (incidenza superiore al 4 per cento): «È un dato che non sorprende - conclude Corongiu -. Questi bimbi sono i più esposti perché non hanno un assetto immunitario che consente loro di difendersi».