Lazio-Atalanta, l’ex Inzaghino: «Non esulterò»

Va in scena l’ormai consueto amarcord dell’ex nella sfida con l’Atalanta, regalato stavolta da Simone Inzaghi, incompreso a Formello, comunque affettivamente legato alla Lazio ma ormai in cerca nelle terre orobiche di una dimensione più consona al suo ruolo di centravanti. «Ho la Lazio nel cuore», ha spiegato alla vigilia della sfida in programma alle 15 dentro lo stadio Olimpico il fratello di SuperPippo, pronto a giurare che «se segno contro la mia squadra non esulto». Parola del trentunenne «Inzaghino» che, a quanto si racconta in giro, è ormai un tifoso laziale... acquisito a tutti gli effetti. Non è in ogni caso l’unico ex della sfida. Con i nerazzurri gioca ora anche Manuel Belleri, che non si fida del presunto momento di difficoltà dei suoi precedenti compagni: «È squadra che in ogni occasione può trovare il guizzo vincente grazie alle individualità di cui dispone».
In sintonia con le dichiarazioni di Belleri anche il tecnico degli atalantini, l’ex romanista Luigi Del Neri. «Non fidiamoci dei sette punti che abbiamo su di loro», ha sentenziato il trainer, il quale ha anche detto che la Lazio è «una squadra costruita per la Champions e malgrado la crisi che sta attraversando, ci metterà in difficoltà». Insomma, i lombardi non si aspettano certo la stessa formazione vista all’opera a Empoli e sono anche consapevoli del fatto che l’undici allenato da Delio Rossi può contare sul fattore campo, almeno ora che sembrano un pallido ricordo le contestazioni regalate alla dirigenza nei mesi scorsi. Non parlano i laziali, impera ancora il silenzio stampa istituito da Claudio Lotito, così come sempre accaduto negli ultimi tempi ci si affida alla voce di chi può esternare una sorta di Lazio-pensiero. Come nel caso di Zeman, ad esempio, sulla panchina biancoceleste a metà anni Novanta e determinato (e come sempre pungente) nel giudicare quella che è stata una sua creatura: «Discreta squadra che ha preso un ottimo giocatore come Rozehnal, anche se deve fare solo il centrale». E poi ancora: «Lo scorso anno è arrivata terza? Quello non era un campionato credibile, senza le penalizzazioni sarebbe arrivata quinta. E se ci fossi arrivato io, mi avrebbero cacciato». La cabala dice che l’Atalanta non vince alle pendici di Monte Mario da dieci anni, mentre le statistiche del campionato in corso annotano nessun penalty in favore dei laziali e ben 7 cartellini rossi. Forse anche per questo grande attenzione viene data all'arbitro Oscar Girardi, designato per dirigere le ostilità del match. Elvetico di nascita, classe 1970, il «fischietto» di Basilea è considerato un portafortuna da quelli di Formello (3 volte ha osservato la Lazio, altrettante vittorie).
Rossi schiera Ballotta fra i pali e una difesa semititolare (Behrami a destra, De Silvestri a sinistra, Siviglia e Cribari centrali), mentre a centrocampo miscela la muscolarità di Mudingayi alla geometria di Ledesma affiancando pure la dinamicità di Manfredini e l’estro di Mauri. Resterà fuori Pandev, segno evidente che il tecnico vuole dare ulteriori stimoli alla punta proveniente da Manchester, che farà coppia con Rocchi. E qui va aggiunto che il signor Rolando, che due giorni fa ha compiuto 25 anni, ha bisogno di giocare per affrancarsi dall’etichetta di «acquisto-sbagliato». Titoli di coda sugli ultimi dubbi, legati all’influenza di Behrami. Se il kosovaro dovesse dare forfeit all’ultimo minuto, è prevista l’alternativa De Silvestri a destra con Radu a sinistra.