La Lazio con il Bologna, una sfida a nervi scoperti

Stavolta, vigilia di Lazio-Bologna, viene il magone a raccontare il pre-partita d’una sfida che significa, per chi la vince, il momentaneo sdoganamento dalla zona retrocessione. Perché scriviamo d’una gara povera di protagonisti, a cominciare dagli aventiniani Ledesma e Pandev, le cui vicende sono note a tutti. Perché la Lazio non vince in campionato da tre mesi, quando violò il campo del Chievo facendo vagheggiare un campionato all’insegna della ricerca d’un posto in Europa . E un po’ anche perché è una partita cui mancherà per la prima volta un doppio ex amato da entrambe le tifoserie, Stefano Chiodi, morto il 4 novembre nella città felsinea. Entrambe a quota 12, Lazio e Bologna s’affrontano in un Olimpico preannunciato dai social network in silenzio, complice la protesta dei tifosi biancocelesti, stanchi della gestione-Lotito. Contro la squadra di Colomba Ballardini schiera Muslera fra i pali e imposta la difesa su Radu, Stendardo e Cribari, aumentando di conseguenza il numero degli uomini del centrocampo: Brocchi e Kolarov presiederanno le fasce anche in fase di contenimento, Matuzalem e Baronio giostreranno sulla mediana mentre Foggia e Zarate agiranno alle spalle di Rocchi. Che non segna da 99 giorni. Assente Cruz, squalificato per il morso a Rinaudo: ieri è stato respinto il ricorso biancoceleste per lo stop di tre turni. L’attaccante argentino salterà quindi anche il derby. Prendono intanto corpo le indiscrezioni di mercato che prevedono a gennaio uno scambio di «cortesie» col Napoli (l’inutilizzato Cigarini sbarcherà a Formello e il dissidente Ledesma a Soccavo).