La Lazio di Cagliari è da Champions

da Cagliari

Novantunesimo di una gara dominata da un’ottima Lazio su un Cagliari capace di racimolare appena un punto nelle ultime quattro partite. Rossi decide di concedere qualche scampolo di partita a Tare, al posto di Rocchi, autore del meraviglioso gol del 2-0 che aveva virtualmente chiuso, in largo anticipo, l’incontro. Non siamo all’Olimpico, ma al Sant’Elia, eppure la meritata standing ovation arriva lo stesso, con tutto il pubblico sardo in piedi ad applaudire un campione. Una scena che vorremmo vedere più spesso negli stadi italiani, dove purtroppo, di solito, si professa solo il tifo contro. Applausi sinceri quelli per Rocchi, al decimo gol stagionale, e per una Lazio che con questa vittoria (settimo risultato utile consecutivo e miglior difesa del campionato) irrompe a pieno titolo nella corsa per un posto in Champions League. La prodezza di Rocchi giunge al 34’, con la Lazio già in vantaggio grazie al colpo di testa di Cribari (21’), su punizione-cross dalla destra di Ledesma.
Contropiede laziale, lancio di Mauri sulla sinistra per Rocchi che controlla in corsa, salta Bizera con una finta e insacca all’incrocio con un splendido destro a girare. Eppure il Cagliari non era partito male, anzi. I primi 20’ - come ha riconosciuto lo stesso Rossi a fine gara -, sono stati appannaggio dei rossoblù. Azzeccata è sembrata la scelta di Colomba di schierare un 4-3-1-2, modulo speculare a quello laziale. Grintoso e aggressivo, il Cagliari ha creato subito quattro nitide occasioni per passare in vantaggio con Suazo, Conti e due volte con Pepe. Tanto gioco ma nessun gol e dopo l’iniziale sfuriata del Cagliari, è stata solo Lazio.
Con il 2-0 in cassaforte, ripresa a ritmi blandi, con la Lazio che gestisce senza difficoltà il risultato al cospetto di un Cagliari, tramortito e fischiato, senza più le forze per reagire. Da segnalare solo i 18’ di follia disputati da Langella, entrato al posto di Budel. Prima si fa ammonire per aver calciato con rabbia, il pallone, sfiorando un guardalinee; poi, cinque minuti dopo, commette un brutto fallo su Belleri, meritando il rosso diretto.